Tosi: “Sembra più vicina la soluzione del trentennale problema della ex ferrovia Fano Urbino”

Ora più di prima è possibile realizzare una “via verde e tecnologica” composta in superficie da marciapiede e pista ciclabile e nel sottosuolo da una tubatura in grado di ospitare vari sottoservizi, in primis la fibra ottica per la banda ultralarga che può correre liberamente per circa 50 km evitando infinite complicazioni burocratiche

Sembra più vicina la soluzione del trentennale problema della ex ferrovia Fano Urbino. Infatti, ora più di prima è possibile realizzare una “via verde e tecnologica” composta in superficie da marciapiede e pista ciclabile e nel sottosuolo da una tubatura in grado di ospitare vari sottoservizi, in primis la fibra ottica per la banda ultralarga che può correre liberamente per circa 50 km evitando infinite complicazioni burocratiche; il quotidiano La Stampa ha calcolato che, “normalmente”, per posare 10 km di fibra, in Italia occorrono ben 23 permessi! Il volo di un drone commissionato dalla Regione Marche ha dimostrato che lo spazio per la ciclabile c’è anche ai margini dei binari; c’è poi la recente conferma che molto difficilmente RFI si impegnerebbe per una ferrovia turistica; c’è infine l’interesse dei Comuni a risolvere problemi di viabilità e sicurezza recuperando spazi abbandonati all’interno di centri molto popolati;  in più, la contestuale realizzazione di più opere può ridurre tempi e costi.

Aiutano due recenti leggi, quella sulla mobilità ciclistica, che consente la trasformazione in ciclabili di ferrovie dismesse, e quella sulle ferrovie storiche che, oltre a treni solo turistici, prevede anche il ferrociclo, cioè un carrello a pedali sui binari; questo mezzo sembra ideale per il tratto Urbino – Fermignano che ha una notevole pendenza (25 x 1000), uno splendido panorama e il richiamo di una città patrimonio UNESCO; non dovrebbero quindi mancare investitori in un’impresa turistica che all’estero dà notevoli soddisfazioni. Rispetto al passato c’è poi una novità importante: vari soggetti vogliono investire notevoli risorse per la fibra ottica; questo consentirebbe un formidabile rilancio del nostro territorio, in particolare dell’entroterra penalizzato dalla carenza di banda ultralarga che, per esempio, ora costringe le startup universitarie a migrare verso la costa; inoltre, nuove opportunità imprenditoriali si aprirebbero al turismo in bicicletta che in tutta Europa muove miliardi di euro. In sintesi quindi ad oggi è possibile: a) conservare traversine e binari, meglio se ricoperti da ecopneus (asfalto mescolato a gomma da pneumatici esausti) che, in caso di ritorno del treno, può essere facilmente asportato; b) fare una pista ciclabile ai margini dei binari nel tratto Fano – Fermignano, già inserito nella rete “Bicitalia” elaborata dalla FIAB; c) ferrociclo tra Fermignano e Urbino; d) sottoservizi in tutti i circa 50 km. Gli amministratori pubblici, tutti, sanno che la soluzione giusta è questa, perché si contemperano esigenze diverse, non si precludono ipotesi future e si valorizza un bene collettivo colpevolmente abbandonato da decenni. E non si capirebbero ulteriori perdite di tempo.

Enrico Tosi