Comitato provinciale pro ospedali pubblici: “Ospedali, il dramma e i tentativi di metterci le pezze!”

Carlo Ruggeri

Dobbiamo ringraziare i sindaci di Pergola Baldelli e di Fossombrone Bonci, che, insieme a noi, piano piano, tentano costantemente (ma con non molte speranze, visti i furbetti in continua attività nello sfasciare le proposte equilibrate e di giustizia di codesti due sindaci encomiabili) di perforare certe teste, cercando di iniettar loro i principi del patto di Piagge per una sanità policentrica ed equilibrata. Venerdì è uscito su un giornale un pezzo con l’anticipo delle proposte che Gambini ha annunciato di presentare alla prossima conferenza dei sindaci di metà maggio 2018. Noi eravamo rimasti all’accordo di sindaci delegati del 29 dicembre 2017, a cui noi stessi, come comitato, abbiamo partecipato da intervistatori aspettando gli attori di sotto, al freddo ed al gelo. Da allora, veniamo casualmente a sapere dalla stampa, che ci sono stati altri due incontri tra sindaci delegati dalla conferenza, di cui non siamo stati avvertiti, e, facendo in modo di evitare la nostra pressione, non certo casualmente, rispetto a tale accordo del 29 dicembre 2017, oggi ci rivediamo un’altra volta le furberie di Gambini ed altri, poiché nel testo non concordato con tutti i sindaci delegati. (Perché Gambini si comporterà così?), cosa succede?

a – Ricompare l’ospedale unico come unico ospedale della provincia (accantonato nell’accordo del 29 dicembre 2017)
b – Compare su Fano un accordo di facciata, come protocollo d’intesa (per quello che può valere, cioè quasi nulla se una parte non lo rispetta al 100 per cento, oltre alla non valenza giuridica!) tra Seri e Ceriscioli, che, di fatto, avallando il taglio di reparti di specializzazione ed aggiungendo fantasie, lega Fano all’ospedale unico di Muraglia.
c – Compare “solo Urbino” come ospedale di primo livello sede principale (ad intasamento garantito!), relegando Pergola (ospedale di 1 livello nell’accordo del 29 dicembre), Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, tutte quattro tali strutture, come “sedi” (neppure chiamandoli “ospedali” di non si sa cosa. Per paradosso la parola “sede” puo’ essere anche un garage per la macchina….)
d – Compare ben evidente l’intenzione di Gambini, di fare passare, dalla maggioranza dei sindaci della conferenza, il pacchetto di proposte, dove si erge (imprevista ed inopportuna) la confusione pro domo esclusivamente sua e di Ceriscioli, allegandoci anche il trasferimento dell’area vasta amministrativa (circa 140 dipendenti, una autentica funzionalità organizzativa facilmente raggiungibile in tutte le stagioni, ed una autentica economia per Fano) da Fano alla “sua” (di Gambini) Urbino per fare un figurone personale. Povera Fano!

Un accordo tra sindaci delegati dalla conferenza, raggiunto il 29 dicembre e su cui si poteva, anche da parte nostra essere in linea al 90 per cento(noi siamo per l’assoluta negazione di un ospedale unico di qualsiasi genere!), perche’ prevedeva il  San Salvatore ed il Santa Croce come ospedali di 2° livello (livello massimo), gli ospedali di Urbino e Pergola (non certo “sede”) come ospedali di 1° livello ed il ripristino degli ex ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro come ospedali di base per acuzie e post acuzie (e non come subdole ed insignificanti “sedi”). Però, leggendo l’articolo di stampa di venerdì, intervistato Gambini presidente della conferenza dei sindaci e sindaco di Urbino, tale accordo del 29 dicembre, di fatto, è stato stravolto con ambiguità di parole. Ed aggiunte di pretese amministrative a danno di Fano e del suo circondario, non inerenti lo specifico dramma della salute dei cittadini. Ancora una volta hanno prevalso, a Urbino (siamo convinti con il beneplacito di Ancona Pd), i furbastri del quartierino! Dopo un vento di speranza che aveva aperto una finestra il 29 dicembre 2017, ritorniamo in questo piovoso maggio 2018, sul plumbeo, e prevediamo un’altra conferenza dei sindaci negativa per tutti!! Salvo che per uno o due, come al solito! Attendiamo la caduta del potere regionale tra un paio d’anni con la defenestrazione di Ceriscioli e del Pd, e la sostituzione progressiva di certi sindaci furbetti e di altri quaqquaraqquà cronici , sia disinteressati per apatia, che interessati pro domo loro!

Comitato provinciale pro ospedali pubblici