Serra: “Negativo il giudizio sul Def Gentiloni”

Angelo Serra

Il DEF, documento economico finanziario, predisposto nei giorni scorsi dal Governo Gentiloni, è una accozzaglia di inutile ed ingiustificato ottimismo, di previsioni di crescita fuorvianti, di un appesantimento fiscale che – invece – farebbe crollare l’economia e sprofondare il Paese. Giungono al pettone i continui rinvii e ritardi del Governo Renzi-Gentiloni: l’aumento della spesa pubblica e del debito in rapporto al PIL, il rinvio dei provvedimenti di spending review, la concessione di una tantum e bonus elettorali, la diminuzione degli investimenti pubblici, il semplice rinvio agli anni successivi delle clausole di salvaguardia che prevedevano l’aumento dell’IVA. Ed ora nel DEF Gentiloni-Padoan c’è l’aumento dell’IVA per il 2019! Gli effetti depressivi dell’aumento dell’IVA (per oltre 12 miliardi di euro) annullerebbero qualsiasi prospettiva di crescita e costituirebbero una vera e propria disgrazia fiscale: diminuirebbero ulteriormente i consumi e gli investimenti, chiuderebbero decine di migliaia di attività con buona pace delle false e illusorie previsioni di crescita del Governo. Solo non aumentando l’IVA ed attuando una reale riduzione della pressione fiscale potremmo sperare di raggiungere quel 2% di crescita che consentirebbe alle famiglie di consumare di più e alle imprese di tornare ad investire. Invece il Governo Gentiloni-Padoan minimizza l’effetto della attivazione delle clausole di salvaguardia. Così come il Governo Renzi non ha affrontato il peso dei nodi strutturali: eccessi di tasse e burocrazia; deficit di legalità, infrastrutture, sprechi. Un pessimo ed irresponsabile DEF! L’auspicio è che possa nascere un Governo che finalmente affronti i problemi rispondendo alle incertezze di famiglie e imprese. Intanto eliminando dal «radar» l’aumento dell’IVA.

Angelo Serra - presidente Confcommercio Pesaro-Urbino