Ruggeri: “Sanità scellerata in provincia, pochi a manifestare, ma ci telefonano quando il congiunto è morto!”

Lettera tratta dall’ultimo numero di Flaminia & Dintorni – aprile 2018

Ancora, dopo Ancona, il nostro Comitato era a Fano, al consiglio monotematico sulla sanità, non tanto per assistere alle solite storielle di Ceriscioli e dei suoi dirigenti, ormai trite e ritrite, di una sanità allo sfascio, che loro pubblicizzano come la seconda migliore d’Italia, aggrappandosi a società che vivono di parametri del tutto contestabili e statistiche unilaterali pro domo loro, o belle tiritere, specchietto per le allodole, di dirigenti profumatamente pagati, ma per vivere, dal di fuori, gli “umori” della gente, della popolazione, dei “sensibili” che, in verità, in via Nolfi, ancora una volta, erano davvero pochi. C’era, invece, il “gotha” del mondo politico provinciale, nessun consigliere regionale, ma vecchi e nuovi deputati, invero alcuni da noi avvicinati, ma ancora presi dall’entusiasmo elettivo, e distratti dai nostri disperati appelli per contribuire a stravolgere in positivo il dramma sanitario in corso in provincia. Non certo una rabbia grintosa, da parte di costoro, sulla prossima chiusura dell’ospedale Santa Croce, e sull’avvento a Fano di specializzazioni private al posto dell’ospedale Santa Croce stesso! Sembrava di essere in un foyer di un teatro lirico, alla prima della Tosca. C’erano tutti i rappresentanti dei partiti di opposizione alla mal additata maggioranza Seri, con in testa l’organizzatore encomiabile Stefano Pollegioni di F.lli d’Italia, zero sindacati come ad Ancona (quando si decideranno a stare in mezzo alla gente su tragedie vitali?), e zero pseudo comitatini locali, quelli  nati e spenti come una candela. Abbiamo incontrato, per strada, il vescovo Trasarti, invitandolo al sit-in, ma ci ha detto che aveva già dato 3 anni fa… Mah! Insomma i fanesi folla, hanno preferito la classica passeggiatina nel corso, allo stabilizzarsi tra i “noiosi” in via Nolfi. Che la rabbia della popolazione a cui stanno per chiudere l’ospedale (che diventa presidio dell’ospedale di Muraglia di Pesaro) si esprima, allora, non in piazza mettendoci la faccia, ma in cabina elettorale, ormai è un dato di fatto. Un mese fa i fanesi esprimevano il 36,1% ai 5 Stelle il 32 % alla Destra Unita, il 26% alla Sinistra. E, che nel giugno 2019 a Fano non governi più la Sinistra, come avverrà in Regione nel 2020, è una delle convinzioni che, ormai, albergano nelle menti e nei commenti di tanti, sino a diventare una valanga dal trascinamento inarrestabile. La sanità, di certo, darà il colpo di grazia! Chissà perché Ceriscioli si incaponisce ad andare avanti con le scelleratezze delle chiusure di ospedali, di invenzioni di proposte di legge pro-privato e di annunci di tagli drastici ai budget su una mobilità passiva, ormai pressoché unica salvezza contro il disastro della operatività sanitaria in Provincia di Pesaro? Chissà perché il segretario provinciale del Pd Gostoli sollecita ad andare avanti a testa bassa sulle stoltezze sanitarie del potere regionale? Costui un estimatore di Tafazzi? Intanto, a noi, comitato, in questa atmosfera eterea di indifferenza e di troppo controllato aplomb, di fatto, a dirla ben chiara, menefreghistico, ci continuano a fermare ed a telefonare in tanti, raccontandoci delle loro tragedie (da anni, specie al pronto soccorso di  Fano), e dei loro morti da disfunzione vergognosa del “meccanismo sanitario esistente”. Purtroppo, non istituzionali, noi possiamo solo, udire, elaborare, manifestare e….. informare “in generale” per poter mandare a casa democraticamente lor signori. Beh! Qualcosa, forse, abbiamo concluso, visto il voto…

Carlo Ruggeri - Comitato provinciale - pro-ospedali pubblici