Sanità, riflessioni sulla 145 di Fernanda Marotti: “Sperimentazione senza criteri di garanzia”

Tratto dal numero di aprile di Flaminia & Dintorni. Intervista a Fernanda Marotti sulla sanità

Fernanda Marotti

Sulle forti proteste che si stanno mobilitando sulla sanità in questi ultimi tempi incontriamo Fernanda Marotti da anni impegnata in diversi comitati. Per quale motivo è iniziata una così ampia protesta contro la legge regionale 145? “Siamo di fronte a una proposta di legge che permetterebbe ai privati di ottenere per lunghi periodi l’utilizzo di attrezzature e di ospedali pubblici sulla base di programmi sperimentali di gestione dei servizi. Inoltre l’iter di approvazione della proposta di legge nata nel  giugno scorso ha avuto un’improvvisa accelerazione subito dopo l’esito elettorale, proprio in un momento in cui ci si sarebbe aspettati un ripensamento sulle politiche sanitarie, visto anche il risultato delle votazioni. In effetti questa fretta è incomprensibile perché la gestione sperimentale dei servizi sanitari in Italia è in vigore da 25 anni ed esiste una norma nazionale che la disciplina. Per esempio nelle Marche si è conclusa un paio d’anni fa con la sperimentazione di Montefeltro Salute all’ospedale di Sassocorvaro”. A che punto è l’iter della proposta di legge regionale 145.? “Il 22 marzo la Commissione Regionale Sanità ha approvato questa pdl, a giorni approderà in Consiglio Regionale dove potrebbe essere approvata in attesa di entrare in vigore (mentre andiamo in stampa è stata rinviata la discussione ndr).” Ma quali sono le differenze tra la legge nazionale e la 145? “Vorrei chiarire che le Regioni sul tema della tutela alla salute hanno la possibilità di approvare leggi anche sostitutive rispetto a quelle statali, tranne per i principi fondamentali. Nel merito della 145 si nota che rispetto alla norma nazionale mancano i criteri di garanzia come privilegiare esplicitamente il coinvolgimento degli enti senza scopo di lucro o ammettere solo programmi coerenti con la programmazione regionale. Inoltre sul  tema della durata, oggi la legge nazionale prevede che dopo il primo triennio la Regione debba prendere una decisione. L’indicazione primo triennio non significa che la sperimentazione non abbia un termine, perché andrebbe in netto contrasto con la parola sperimentazione. Nel nostro caso dalla 145 le sperimentazioni potrebbero durare fino a cinque anni con un anno in più di proroga e pertanto ci appare nel contesto di una sperimentazione un arco temporale troppo lungo”. Quali sono secondo lei le maggiori criticità? “Secondo me abbiamo due aspetti preoccupanti e cioè il passaggio dalla sperimentazione alla gestione ordinaria senza nessuna gara d’appalto. Inoltre si ha un eccesso di funzioni attribuite alla Giunta Regionale. Per esempio: oltre alla proroga di un ulteriore anno rispetto ai cinque, la giunta regionale può decidere anche se poi farlo diventare gestione ordinaria senza la necessità di una nuova gara.  Inoltre la 145 va valutata nel suo intero contesto. Come dimenticare l’insostenibile taglio dei posti letto pubblici che ha colpito l’intera nostra provincia? Come non ricordare il recente affidamento ai privati dei servizi sanitari dell’ex ospedale di Sassocorvaro ed anche di alcuni posti letto di lungodegenza ospedaliera presso l’ex ospedale di Cagli? Per non parlare poi della previsione di ulteriori cento posti letto convenzionati da affidare ad una nuova struttura privata a Fano! Tutti questi servizi erogati dai privati sono pagati con i soldi pubblici ed allora perché non farli erogare direttamente dal servizio pubblico?”.