Al Castello di Frontone la mostra “Presenze” di Daniela Capaccioli

Sabato 21 aprile è stata inaugurata la mostra di Daniela Capaccioli dal titolo “Presenze” al Castello Della Porta.  Una delle mostre più suggestive al Castello, sculture uniche nel loro genere che trasmettono un’armonia di raro valore. Aperture 13/18 maggio e 1/29 ottobre (prefestivi 15-19 – festivi 11-13 e 15-19); 1 giugno/30 luglio (prefestivi 16-20 – festivi 11-13 e 16-20); agosto aperto tutti i giorni (lun.- sab. 16-20 – festivi 11-13 e 16-20). Info. 0722 327841-334 9444020-347 5633114. Daniela Capaccioli si è diplomata alla Scuola di Belle Arti di Milano nel ’93 e ha trovato da subito la sua dimensione cercando la relazione con lo spazio circostante. Si è dedicata infatti alla scenografia teatrale e a svariate collaborazioni occupandosi di realizzazioni per spettacoli. Trasferitasi in Francia nel 2000 ha orientato il suo talento alla scultura. Osservando le sue opere traspare un’evidente interesse nei confronti della “consistenza”. Riesce a valorizzare tanto la materia quanto il suo contrario con estrema abilità, dagli elementi di decoro in ceramica alla forma del corpo umano. E’ nella sua delicatezza d’animo e nella discrezione che la caratterizzano come persona che possiamo trovare l’esaltazione della sua artisticità. E’ infatti grazie a queste che riesce a modellare l’invisibile, a valorizzare uno spazio apparentemente vuoto. Ha trovato in un materiale come la griglia un alleato valido a dare forma all’inconsistente. Il corpo di donna, fecondo e spesso considerato grave e statico da occhi comuni, in lei diviene un’esplosione di vita. Un corpo che racchiude la vita e per sua stessa natura non può che rappresentare il movimento e l’energia della massa. La griglia che utilizza ben ci fa comprendere infondo che un corpo è molto più che materia, bensì materia che sposa lo spazio e si fonde in esso. I colori e le trasparenze di Daniela sono una magia per gli occhi di chi guarda. Un vero talento, che non cerca di imporsi al mondo ma che brilla rendendo unici soggetti ripresi infinite volte dai suoi colleghi artisti.