Dottor Lazzari (direttore sanitario lungodegenza Santo Stefano): “Riportate attività assenti da tempo a Cagli. Importanti investimenti in tecnologia (letti, macchinari e diagnostica)”

Le dichiarazioni del dottor Lazzari dopo l’inaugurazione di venerdì dei 10 posti letto di lungodegenza ad opera dell’azienda ospedaliera privata Kos – Care Santo Stefano al Celli di Cagli

Dopo l’inaugurazione di venerdì dei 10 posti letto di lungodegenza ad opera dell’azienda ospedaliera privata Kos – Care Santo Stefano presso il nosocomio cagliese, abbiamo riportato alcune dichiarazioni e precisazioni del direttore di questo distretto sanitario, il dottor Paolo Lazzari. “L’azienda ospedaliera Santo Stefano ha ristrutturato l’area del 1° piano dell’ospedale di Cagli adiacente al reparto di riabilitazione, in attività dal 2008. In questa nuova ala sono stati trasferiti 10 posti di lungodegenza post acuzie ospedalieri, che erano stati già autorizzati al Santo Stefano in un’altra sede. Oltre a questo sono stati attivati dei servizi ambulatoriali (neurologia, pneumologia, urologia ed ecografia relativa, diagnostica vascolare con eco color doppler). In particolare l’attività urologica e l’attività dei doppler erano delle specialistiche assenti nel territorio di Cagli e zone limitrofe da molto tempo. – continua Lazzari – Queste attività ambulatoriali partiranno dal prossimo 2 maggio, così come la lungodegenza. Le attività ambulatoriali convenzionate, poiché andranno prenotate tramite il Cup, richiederanno qualche settimana in più per la loro completa operatività. Per quanto riguarda l’emergenza – urgenza il Santo Stefano contribuirà con i propri medici, insieme al 118, alla gestione del punto ACAP. Questo avverrà nei giorni feriali dal lunedì al venerdì. Quest’attività mira ad integrare e potenziare tutta l’offerta sanitaria del territorio, in accordo con l’ospedale di Urbino, per il quale il nostro reparto di lungodegenza servirà molto come prosecuzione post-ricovero, per poter assicurare dei ricoveri più rapidi in medicina, chirurgia, ortopedia. Questa è la prosecuzione di quello che da anni sta succedendo in tutte le Marche, dove noi andiamo ad arricchire e complementare l’offerta sanitaria che il servizio pubblico sanitario non riesce a garantire. Il nostro è stato anche un investimento tecnologico, con i letti del reparto di tecnologia abbastanza avanzata, ma anche per quanto riguarda le specialistiche ambulatoriali abbiamo fatto un importante investimento in macchinari e diagnostica”.