Via libera alla legge sul nuovo Ret, il regolamento edilizio tipo

Alle 42 voci nazionali, la Regione ha aggiunto indicazioni transitorie per salvaguardare i piani regolatori ancora vigenti. Le amministrazioni comunali avranno 180 giorni per recepire la normativa, concessi 5 anni ai comuni del cratere

Andrea Biancani (Pd)

«E’ una legge molto importante perché recepisce lo schema di Regolamento Edilizio Tipo nazionale, il RET, frutto di un’intesa tra lo Stato, i Comuni e le Regioni». Il presidente della commissione governo del territorio e ambiente Andrea Biancani (Pd) sintetizza così la proposta di legge “Recepimento dello schema di Regolamento edilizio tipo” approvata dal Consiglio regionale. L’intesa a cui si riferisce Biancani, relatore di maggioranza della legge, è quella raggiunta in sede di Conferenza unificata nell’ottobre del 2016 per semplificare le norme e gli adempimenti in materia di urbanistica. «L’obiettivo – spiega – è uniformare le definizioni tecniche dell’edilizia, in totale 42, a livello nazionale. Oggi ogni regione, se non addirittura ogni comune, ha adottato delle proprie definizioni. L’intento è quello di superare queste differenze, per fare in modo che in tutto il Paese si parli la stessa lingua, o meglio si usi lo stesso metro di misura”.

«Il problema – puntualizza Biancani – può nascere dal fatto che in ogni piano regolatore comunale sono utilizzati parametri dimensionali differenti e andando a modificare queste definizioni le previsioni dimensionali potrebbero cambiare, eventualità che l’intesa nazionale non ammette, perché il RET uniforma il modo di misurare, non le quantità. Per questa ragione nella legge, arrivata in aula dopo mesi di confronto con i Comuni, gli ordini professionali e le imprese, abbiamo inserito una norma transitoria che fa sì che le quantità e le capacità edificatorie dei piani regolatori restino invariate, a tutela della proprietà privata. In pratica l’acquisizione delle voci unificate parte subito, ma grazie a queste integrazioni transitorie, chiamate indicazioni tecniche di dettaglio, 12 in totale ne abbiamo previste nella legge, sarà possibile salvaguardare le previsioni dimensionali». I comuni hanno 180 giorni dalla pubblicazione della legge per adeguare il proprio Regolamento edilizio tipo, ad eccezione degli 87 comuni del cratere sismico, ai quali sono concessi 5 anni di tempo per adeguarsi. Biancani sottolinea anche l’articolo della nuova legge dedicato alle proroga fino al 2020 del Piano casa e della legge contro il consumo del suolo: «In questo modo diamo certezze ai cittadini, ai professionisti e alle imprese, in attesa che venga varata la nuova legge sul governo del territorio, e rinnoviamo il principio di costruire sul costruito. Il Piano casa prevede ampliamenti e riqualificazioni energetiche e sismiche degli edifici esistenti, consentendo di migliorare gli immobili con interventi sostenibili. La norma del 2011 contro il consumo del suolo vieta varianti nei terreni agricoli, qualora il piano regolatore non sia già stato attivato per il 75% delle capacità edificatorie, con l’intento di preservare il suolo. Entrambi i provvedimenti incentivano l’edilizia sul patrimonio già esistente”.