Alla Biblioteca di San Costanzo si presenta “Considerate che avevo quindici anni” di Anna Paola Moretti, diario di prigionia della giovane partigiana marchigiana Magda Minciotti

Sabato 28 aprile appuntamento a Palazzo Cassi per l’anniversario della Liberazione

In occasione della Festa della Liberazione, sabato 28 aprile alle ore 17.30, alla Biblioteca Comunale “Don Antonio Betti” di San Costanzo, presso Palazzo Cassi, si presenta il libro “Considerate che avevo quindici anni – Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione” di Anna Paola Moretti, storica della memoria e della deportazione femminile. Edito nel 2017 da Affinità elettive, il diario ricostruisce con accurati approfondimenti, documenti, testimonianze e riflessioni, il contesto storico politico e la storia personale che vide protagonista la giovane partigiana marchigiana Magda Minciotti. L’incontro, organizzato da Comune di San Costanzo – Assessorato alla Cultura e Sistema Bibliotecario CoMeta, fa parte della nuova stagione di aperture straordinarie della biblioteca comunale e rientra fra le iniziative in programma per celebrare il 73° anniversario della Liberazione.

Un libro testimonianza, estremamente preciso nella ricostruzione della biografia della giovanissima partigiana di Chiaravalle e delle vicende storiche che l’hanno accompagnata, dal 1943 fino agli anni Cinquanta, in un intreccio tra memoria e ricerca storica. Grazie alla scrittura puntuale di Anna Paola Moretti si evince chiaramente la figura di Magda, quindicenne dagli occhi profondi e dalle lunghe trecce, che partecipò insieme alla sua famiglia alla Resistenza in provincia di Ancona e fu catturata insieme al fratello Giorgio per rappresaglia durante un rastrellamento alla ricerca dell’altro fratello partigiano Giacinto. Vicende che prendono vita nelle pagine del diario che la giovane inizia a scrivere di nascosto durante la sua prigionia in mano alle SS a Ripe di Ancona, il 23 luglio 1944, quindici giorni dopo il suo arresto. Diario che riesce sempre a portare con sé anche quando viene arrestata dai tedeschi e deportata per lavoro coatto nei lager di Norimberga e Bayreuth gestiti dalle grandi industrie germaniche fino all’aprile del ’45. Magda scrive per contrastare la solitudine, la nostalgia, per farsi coraggio e resistere. Un documento prezioso che, nel clima di generale indifferenza con cui la società del dopoguerra accolse il ritorno dei deportati, Magda conserva per anni consegnandolo al figlio solo poco prima della sua morte nel 1990. Ad Anna Paola Moretti il merito di averlo riportato alla luce dopo settant’anni di silenzio, insieme a una pagina della storia poco conosciuta, quella della deportazione per lavoro coatto, praticata dal regime nazista in tutta Europa come opportunità di guadagno e subita massicciamente da tanti italiani. Anna Paola Moretti, laureata in filosofia, è stata co-fondatrice nel 1985 dell’associazione “Casa delle donne di Pesaro”, dove ha organizzato e coordinato seminari di storia, linguistica politica delle donne. Dal 2007 ha iniziato a collaborare con l’Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino sulle tematiche della storia e memoria della deportazione femminile. Ha pubblicato “La guerra di Mariulì, bambina negli anni quaranta” (2012); insieme a Maria Grazia Battistoni, Rita Giomprini e Mirella Moretti, “La deportazione femminile. Incontro con Irene Kriwcenko. Da Kharkov a Pesaro: una storia in relazione” (2010); con Maria Grazia Battistoni, “Leda. La memoria che resta” (2015).

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