Sanità, Ruggeri: “Sulla pdl 145 ripulsa o consenso strisciante delle minoranze?”

Carlo Ruggeri

Va tutto bene a riguardo della ripulsa verso la proposta di legge 145 (inserimento del privato nelle strutture ospedaliere pubbliche, concedendo immobili e macchinari pubblici) della Giunta Regionale Pd, Udc e Socialisti. Poi si tratta di vedere, e in molti non è dato capire, se le intenzioni di ripulsa sono assolute o emendative, e in tal caso parziali, o come meglio si suol dire, “annacquate”. Dato che gli atteggiamenti che girano sono i più svariati. Il nostro Comitato Provinciale pro-ospedali pubblici ha dichiarato forte e chiaro, e lo ha urlato anche nelle orecchie di deputati, responsabili politici provinciali e consiglieri regionali della Commissione Sanità alla manifestazione del 27 marzo davanti alla Regione Marche, che la proposta di legge regionale n.145 deve essere respinta sin dal suo concepimento. Avendo compiuto l’errore di presentare emendamenti (l’emendare, indica politicamente, per noi, comunque  assenso all’avvio dell’iter, in legge, di quella proposta) da parte di alcuni componenti  delle minoranze, in Commissione Sanità Regionale, il che è stato oggetto di feroci contestazioni dei manifestanti quel 27 marzo, abbiamo indicato a tutti gli attori la via da seguire, a compensazione della sciocchezza compiuta in Commissione, il giorno della discussione in Consiglio Regionale della proposta 145 stessa. Abbiamo ripetuto più volte, perciò, ai responsabili dei partiti e ai consiglieri di minoranza presenti alle manifestazioni (specie quelli autori di infelici emendamenti) di Ancona e di Fano recentemente, di esplicitare con una chiara dichiarazione, che “la proposta di legge 145 non viene accettata dalle minoranze sin dal primo minuto della sua presentazione”,e, quindi, abbandonare l’aula per tutto il tempo della discussione della proposta. Tale posizione, senza emendamento alcuno, netta e determinata, darà la dimostrazione ai marchigiani, che tra Ceriscioli ed i suoi successori (ormai netta è la sensazione generale del ricambio di colore in Regione fra due anni), sul tema dell’invasione del privato nelle strutture pubbliche, esiste un baratro.

Nel disastro totale in atto non ci si può più permettere errori e accettare arroganze politiche e forzature alla Gostoli, un vero Tafazzi del Pd, che insiste ad andare avanti con il metodo Ceriscioli, che ha raggiunto l’apice della scelleratezza nella chiusura degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro a fine dicembre 2015. In questo caso, purtroppo, leggendo la stampa, con il consenso strisciante dei sindacati dalla “medicina territoriale a go go” in quei luoghi e, proprio ieri, del partito Leu del “nessuno chiede il ripristino delle funzioni ospedaliere del passato”. Magari sono ambedue favorevoli anche all’infognamento deplorevole   da ospedale unico provinciale! Le funzioni ospedaliere del passato ed il policentrismo ospedaliero del passato, così ben ripristinabili nel presente (come da proposta dei sindaci del Patto di Piagge ed Accordi dei Sindaci del 29 Dicembre 2017), però, salvavano parecchia gente.

Carlo Ruggeri - Comitato Provinciale Pro-ospedali pubblici