Lettera dal carcere di Villa Fastiggi: “Il rugby e lo sport trasformano le poche ore d’aria in una evasione legale, in un respiro di libertà”

“EXTRA: il Rugby per rieducare” è il nome progetto che, settimanalmente dal febbraio 2016, propone attività motoria e conoscenza della “palla ovale” ai detenuti della Casa Circondariale Pesaro – Villa Fastiggi.
[ dalla Casa Circondariale Pesaro – Villa Fastiggi ]
lettera trascritta | Ruslan K. | 17 marzo 2018
Mi sono convinto che lo Sport, e il Rugby in particolare, unito a calore umano, possano trasformare le poche ore d’aria in una evasione legale, in un respiro di libertà che sorprende per semplicità, lealtà e immediatezza.
Le tante ore di riflessione mi inducono però a ribadire che per me il Rugby non è più solo uno sport, ma piuttosto diventato scelta di vita; parrebbe opportunistico sostenerlo senza descrivere le mie giornate da recluso ed evitando le spiegazioni che affondano nel personale. Ho creduto che condividere e aprirsi, indebolisse nella considerazione degli altri, forse perché esistevano cose che credevo solo mie ed esternarle mi pareva quasi privarmene.
MA ORA NON PIÙ! È inspiegabile la sensazione che si prova quando tutto il vasto mondo che prima avevi disponibile e tra le mani, viene rinchiuso nei pochi metri quadri di una cella. Fuori da queste mura, la vita si rinnova ogni giorno e di continuo, mentre qui dentro è tutto triste, monotono, semplicemente GRIGIO; è influente quale COLORE si tenti di aggiungere: chiaro o scuro che sia, ne ottieni sempre altro grigio. Il carcere e la vita che ci trascorri, fanno appassire i colori vivaci che ognuno di noi porta dentro e non fai altro che aggrapparti a tutto quello che ti è rimasto, ricordi, momenti vissuti. Perché quando si è in procinto di affogare anche una SPUGNA che galleggia pare una ciambella di salvataggio.  Con l’andar del tempo, mi è nata la paura che anche quelle ore settimanali trascorse in campo, diventassero monotone e aggiungessero altro GRIGIO; siamo arrivati a fare allenamenti in tre atleti… sì davvero, soltanto in tre; ma poi ti accorgi che è la qualità delle emozioni a fare la differenza!  Ecco caro e (forse) annoiato lettore, il Rugby per me oggi È UNA SCELTA DI VITA, È UN COLORE, È UNA SPUGNA, È LA SPERANZA. Ho già scritto della bravura e capacità dei tecnici, in particolare di Beppe De Rosa, nell’amalgamare un gruppo così problematico, con una semplicità che continua a sembrarmi surreale, ma ancora capace di stupire. Perché t’insegna che, nella sua essenza, il Rugby sia come la vita…

R.K.