Ruggeri, Comitato pro ospedali pubblici: “Ceriscioli al tramonto, il 27 marzo ha parlato chiaro”

Carlo Ruggeri

Martedì 27 marzo 2018 è stato il giorno della protesta di cittadini, sindacati, politici contro la proposta di legge 145 in tema di sanità. “Ci è passato in mezzo quando salivamo le scalette verso il disperdente piazzale antistante la sede della Regione Marche. Era proprio lui, Luca Ceriscioli, non sfiorato da una voce e non fermato da alcuno, quasi ignorato, salvo un paio di battutine gentili”. Parole di Carlo Ruggeri presidente del Comitato provinciale Pro-ospedali pubblici che ritiene ormai al capolinea il percorso del governatore delle Marche, complice anche, a detta di Ruggeri, di una scellerata politica in termini di sanità. Ruggeri prosegue: “Popolo educato e civile, ‘i ribelli’! Il 27 marzo c’erano tutti quelli che contano in una manifestazione autorizzata per non più di 100 persone. Gli esponenti più significativi della politica, deputati, consiglieri regionali, sindaci, candidati a sindaco eccetera. Tutti che si auguravano e si augurano di  sostituire  – con probabilità altissime – il professore matematico alla guida della Regione Marche, tra meno di due anni (tempo più rapido di quel che non si pensi). C’erano tutti in quell’immenso piazzale, a cominciare dalla probabile vincitrice delle elezioni Comunali ad Ancona, fra un paio di mesi. Atmosfera piena di speranza sia nell’entusiasmo urlato dei ragazzi dei 5 stelle, che tenevano in mano la protesta contro la famigerata proposta di legge 145 (ripescata da un dlg del 1992 del troppo famoso, ai tempi di tangentopoli, ex ministro della Sanità De Lorenzo) di Ceriscioli e del Partito democratico, oltre a Udc e Socialisti, sia nell’esposizione dei simboli di partiti della minoranza consiliare in Regione.

E tutti, i ‘ribelli’, a parlare dello smantellamento della sanità in tutta la Regione – prosegue Ruggeri – con caos, disfunzioni, deprofessionalizzazioni, disagi per le famiglie ormai diventate carovane di ‘nomadi’ girovaganti tra centinaia di chilometri di strade massacrate da curve e buche sempre più profonde, un po’ il simbolo della sanità marchigiana ‘terremotata’ alla Ceriscioli, quella incomprensibilmente ‘compensata’ dagli elicotteri a go go e dai ‘macchinari unici al mondo’… Ho avvicinato diversi personaggi di punta della Lega, dei 5 Stelle, di Fratelli d’Italia, e tutti, e dico tutti, mi accennavano a possibili nomi che andranno a ricoprire la carica di prossimo presidente della Regione Marche, ormai unicamente in gioco tra la coalizione di Centrodestra e i 5 Stelle, con questi ultimi favoriti per la maggior forza nell’Anconetano e nel Pesarese. A ognuno di loro, escluso Forza Italia, ho cercato, come presidente del Comitato provinciale pro ospedali pubblici, di immettere in testa la necessità assoluta, oltre che della revoca della legge 145, una volta conquistata la Regione (145  che ormai Ceriscioli cocciutamente e scelleratamente farà approvare ad aprile dalla sua maggioranza regionale), di cambiare radicalmente la sanità delle Marche, abbracciando il progetto dei 13 sindaci della Provincia di Pesaro basato su un policentrismo ospedaliero, con la riapertura dei 13 ospedali chiusi in tutta la Regione, il no agli ospedali unici provinciale, e il taglio pesante dei costi amministrativi, con una rivoluzione, con nuovi dirigenti capaci, dell’organizzazione sanitaria e di soccorso. Segnale recepito – conclude Ruggeri – ora attendiamo la caduta palpabile di Ceriscioli, il 27 marzo evanescente tra la gente, e viviamo di una nuova speranza per la salute dei marchigiani tutti”.