Colli al Metauro: Cristo Morto, la processione che commuove

Dal Medioevo ogni Venerdì Santo una suggestiva rievocazione anima l’antico borgo di Saltara. Nell’arco di tre anni previsto il rinnovo di scene, corteo e costumi

Tradizione, storia, fede: è la Processione del Cristo Morto che si perpetua di anno in anno a Saltara la sera del Venerdì santo. Un corteo di 240 figuranti si snoda lungo le vie cittadine in costumi d’epoca che impersonano apostoli, pie donne, soldati romani a piedi e a cavallo, centurioni e ancora, il cireneo incappucciato e scalzo con la croce, le confraternite, il popolo che mostra i simboli della crocifissione con gli stendardi dei misteri dolorosi; infine il cataletto su cui viene portato il Cristo morto, appoggiato sulle ginocchia di Maria Addolorata. La tradizione vuole l’incappucciato vestito di una tunica scarlatta e rigorosamente nell’anonimato che, portando la croce a spalla per tutto il percorso, ripari i peccati della sua comunità. Il tutto si svolge sotto lo sguardo di un migliaio di persone provenienti da diverse località, mentre centinaia e centinaia di fedeli seguono il cataletto. Nel centro storico del paese sono allestite le scene della passione di Cristo. Per l’occasione sono visitabili le ex Chiese dal Gonfalone e dalla Fonte dove si possono ammirare gli straordinari dipinti di vari artisti dell’epoca medioevale. “Va ricordato – spiega il nuovo presidente della pro loco Sabino Pellegrini – che quest’evento ha origini antichissime, risale al periodo medioevale, esattamente al 1847 e si dice che fu iniziato dalla Confraternita di Maria Santissima dell’Addolorata. L’attuale direttivo ha deciso di iniziare un nuovo percorso nell’arco temporale di tre anni, per potenziare la manifestazione con un graduale rinnovo delle scene compreso il corteo e i costumi. Si inizia alle ore 21,00 per finire alle ore 23,00 circa e sarà una serata ricca di motivi culturali e di identità”.