Fernanda Marotti: “Sanità. Perché è giusto mobilitarsi contro la 145”

L’intera regione in queste ore si sta mobilitando contro la proposta di legge regionale 145 che permetterebbe ai privati di proporre e di ottenere per lunghi periodi l’utilizzo di attrezzature e di ospedali pubblici sulla base di programmi sperimentali di gestione di servizi. In realtà la gestione sperimentale dei servizi sanitari in Italia si fa già da 25 anni perché esiste una norma nazionale che la disciplina: nelle Marche ad esempio si è conclusa un paio di anni fa la sperimentazione di Montefeltro salute dentro l’ospedale di Sassocorvaro . Oggi la norma nazionale prevede diversi criteri di garanzia che le Regioni sono obbligate a rispettare, a meno che non si dotino di una loro legge regionale che a quel punto diventa prevalente rispetto a quella nazionale. Questo significa che la semplice approvazione della proposta di legge regionale 145 annullerebbe tutti i contenuti della norma nazionale di riferimento.
Ma quali sono i criteri di garanzia della norma nazionale che mancano nella proposta delle Regione? Ad esempio che i programmi sperimentali possono durare al massimo 3 anni a differenza dei 6 previsti dalla Regione, che devono essere già previsti dalla programmazione regionale e che bisogna preferire quelli proposti dalle ONLUS. Ma la 145 prevede anche alcune ulteriori procedure di cui secondo me sarebbe importante verificare la compatibilità con le norme nazionali ed europee:
  1. la scelta dei contraenti: in sede di gara è previsto il diritto di prelazione per quel soggetto privato che ha presentato un programma (promotore) ritenuto dalla Giunta di interesse pubblico e messo a gara (art.4 comma 4 della 145: Nel caso in cui la selezione pubblica sia effettuata sulla base del programma presentato da un soggetto privato, allo stesso è riconosciuto diritto di prelazione ove dichiari di impegnarsi ad adempiere alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dal soggetto che ha presentato la migliore proposta);
  2. il passaggio alla gestione ordinaria: la Giunta regionale potrebbe valutare di pubblico interesse il programma di un privato promotore e metterlo a gara, prorogarne la durata oltre i primi 6 anni e decidere se farlo diventare gestione ordinaria senza la necessità di una nuova gara (art.8 comma 9 della 145: La trasformazione in gestione ordinaria è subordinata all’esperimento di selezione pubblica ove la parte privata non sia stata inizialmente individuata in conformità ai principi di cui all’art. 4, comma 1);
  3. il passaggio alla gestione ordinaria: le società miste tra aziende sanitarie pubbliche (ad esempio l’ASUR) e i privati potrebbero subentrare nella gestione ordinaria e senza una nuova gara, cosa esplicitamente esclusa dalla legge nazionale (art. 9 bis comma 4 Al di fuori dei programmi di sperimentazione di cui al presente articolo, e’ fatto divieto alle aziende del Servizio sanitario nazionale di costituire societa’ di capitali aventi per oggetto sociale lo svolgimento di compiti diretti di tutela della salute”.
Fernanda Marotti