Sabato 24 marzo a Palazzo Ducale di Urbania la mostra “Verde”: botanica e res rustica in libri e carte antiche”

l progetto editoriale di ricostruzione della biblioteca a stampa di Casteldurante di Francesco Maria II Della Rovere, giunto all’ottavo volume riguarda le classi di libri ducali di botanica, res rustica e medicina. L’edizione di Primaverarte 2018 è dedicata alla mostra Il “verde” : botanica e res rustica in libri e carte antiche per richiamare l’importanza di questo progetto (dal 2008 coordinato dal prof Alfredo Serrai) che si pone l’obbiettivo di ricostruire la struttura bibliografica di una biblioteca a stampa del rinascimento.   L’esposizione che si inaugura alle 10,30 di sabato 24 marzo al Palazzo Ducale di Urbania si intotola Il “verde”: botanica e res rustica in libri e carte antiche e propone una sequenza di libri, oggetti artistici, cartografia e mappe, per un excursus non sistematico sulla botanica, la res rustica, il paesaggio agrario, nonché il “verde” ducale di barchi e giardini. Le riproduzioni di Francesco Mingucci (1626) e i disegni di Cipriano Piccolpasso (1551) ci offrono la possibilità di una lettura del territorio in questo senso. Costanzo Felici, botanico e medico attivo nel Ducato di Urbino, è il testimone del nuovo spirito di indagine applicato alla botanica che caratterizza la svolta degli studi naturalisti del XVI secolo che fa capo al naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi. In mostra anche il globo terrestre (1541) di Gerardo Mercatore, dove è già delineato il “nuovo mondo” che cambierà l’Europa con le sue importazioni di essenze botaniche, ortaggi, tuberi, etc. Il globo celeste di G Mercatore (con i segni dello zodiaco) è uno snodo, nella parte finale della mostra, per introdurre la classe libraria ducale di Medicina: l’uomo planetario degli atlanti di anatomia del XVI secolo è depositario dei segni dello zodiaco distribuiti nelle varie parti del corpo. Il Centro Orto Botanico dell’Università di Urbino presenta una sezione di “botanica viva” segnalando con exempla il flusso di scambi botanici tra l’America e l’Europa. In questo contesto la collaborazione mette in risalto l’importanza di questa istituzione come Centro di cultura aperto al territorio, alle sue peculiarità ed alla sua storia diventando parte integrante del percorso turistico culturale proposto dal Comune di Urbania in occasione di questa mostra. A conclusione del progetto DCE- Comune di Fermo a cui il Centro Orto Botanico ha aderito in qualità di partner, sarà anche esposta la parte inerente le Piante Tintorie con particolare attenzione al guado, pianta che tanto ha significato economicamente per il nostro territorio prima del XVII secolo. Lo spazio espositivo a cura del Centro Orto Botanico è in parte il risultato della collaborazione tra Il Centro e il Liceo Laurana–Baldi nell’ambito del Progetto Alternanza Scuola-Lavoro (Studentessa Benedetta Cecconi). Per la res rustica è documentato anche il famoso caso della caciotta di Michelangelo proveniente dai poderi di Casteldurante ma anche l’egloga con le istruzioni per l’orto di Bernardino Baldi e la coltivazione del “guado” utilizzata per il colore azzurro turchese e blu per la ceramica e per i tessuti. Le erbe medicinali, magistralmente descritte dal Mattioli o da Castore Durante, erano spesso conservate nei vasi da farmacia che dovevano custodirne le virtù; in mostra si può ammirare una bella collezione con l’albarello, ad esempio, per lo sciroppo di giuggiole contro la tosse stizzosa oppure quello di mirto contro la cistite ….