In attesa della Turba, sabato il libro di Tanfulli sulla Fraternita del Buon Gesù nella Terra di Cantiano

Nell’ambito dei Percorsi Pasquali a Cantiano, altra tappa significativa in attesa della Turba (30 marzo). “Non ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo deciso da fare la Turba. E’ una frase che ogni tanto ripeto e che sabato 24 marzo avremo modo di comprendere ancora meglio”, argomenta Maurizio Tanfulli, presidente dell’associazione culturale Turba. In quel giorno, infatti, sarà presentato (ore 17,30 – Chiostro di Sant’Agostino) il suo libro dal titolo “La Fraternita del Buon Gesù nella Terra di Cantiano (Libro B) – 1576-1617 – Storie e testimonianze”, pubblicato all’interno della collana “I Quaderni del Consiglio Regionale”. Lo stesso Tanfulli ce lo descrive: “Il libro, raccoglie una selezione commentata delle notizie di maggior rilievo tratte dal Liber Societatis Boni Jesu Terre Cant.ni – B, libro mastro della confraternita del Buon Gesù (di matrice disciplinata riformata) nel periodo storico tra il XVI e XVII sec. Un testo che, dietro la stretta natura contabile, nasconde tante informazioni sull’organizzazione, le proprietà, le attività, i settori di interesse e di intervento della confraternita nel paese.

Le testimonianze riportate, delineano con precisione, l’humus dal quale la processione del Venerdì santo, momento principe della confraternita nel corso dell’anno, da una forma primitiva impostata sull’esperienza drammatica dei “battuti”, trovò vigore e sviluppo fino a evolvere verso un aspetto sempre processionale, ma con personaggi dell’antico e nuovo testamento, ognuno col proprio simbolo distintivo; nucleo di quella rappresentazione che nel corso degli anni troverà ulteriori definizioni e assumerà il nome di Turba. La fraternita del Buon Gesù che aveva sede nella chiesa di Sant’Ubaldo, continuò nel corso degli anni e fino a quel citato 1938, a custodire gelosamente non solo i simulacri del Cristo crocifisso, morto e resuscitato, tutt’ora presenti nella chiesa, ma il loro stesso significato, raccontandone la storia; ripropose pur in forme diverse e magari meno strutturate di oggi, una propria celebrazione del Venerdì santo, ed ogni periodo ha avuto la sua Turba.

Oggi dobbiamo essere orgogliosi di quel che rappresentiamo, e lo dobbiamo proprio perché abbiamo alle spalle una storia importante che ci appartiene e sentiamo nostra; una storia di cui andar fieri e che a volte, di fronte a certi eventi pianificati, ci fa pavoneggiare, ma che ci grava anche della responsabilità di essere noi, in questo momento, portatori di un messaggio universale, somma di tanti valori, da curare e difendere, perché possa proseguire nel suo cammino, fino alla fine dei tempi, così come era stato pensato. Anche per questo motivo a pochi giorni dall’evento, ho il dovere come ogni anno, di serrare le fila in ogni settore per rinnovare un sentimento comune”. Appuntamento sabato 24 marzo alle ore 17,30 al Chiostro di Sant’Agostino.