Fossombrone: mozione sanità 5 Stelle. Il voto unanime non era un miraggio (secondo la Minoranza)

Ospedale di Fossombrone

FOSSOMBRONE No alla privatizzazione delle strutture ospedaliere, avvio immediato di un nuovo Piano sanitario regionale, reintegro degli ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro nella rete provinciale, ripristino del Punto di primo intervento h 24, attivazione a Fossombrone dei posti letto pubblici di medicina per acuti e lungodegenza, day surgery e del’attività di diagnostica e ambulatoriale. Queste le richieste dell’ordine del giorno presentato nel consiglio comunale dal gruppo di maggioranza 5 Stelle che lo hanno votato respingendo la richiesta di integrazione della minoranza poi astenuta. <<Ribadiamo il nostro no alla costruzione di nuove fantomatiche strutture senza studi approfonditi in termini di costi/benefici – commenta il sindaco Gabriele Bonci – richieste di buon senso che dal giorno del nostro insediamento abbiamo ribadito in più sedi. Appelli disattesi dalla giunta regionale a guida PD sorda ed arrogante, che ha ridotto in macerie la sanità dell’entroterra ed è stata inevitabilmente punita in maniera pesante dai cittadini il 4 marzo>>.  La mozione <<impegna il sindaco a presentare nella conferenza di Area Vasta la richiesta di annullamento incondizionato del processo di privatizzazione dei servizi ospedalieri con riferimento alla proposta della legge regionale nr. 145, che prevede l’utilizzo di beni mobili e immobili da parte di soggetti privati ed introduce numerose deroghe rispetto alla normativa nazionali. I consiglieri regionali 5 Stelle hanno scongiurato e rimandato l’approvazione anche grazie alla grande attività di denuncia ed all’informazione capillare nell’entroterra. Occorre prendere atto che la proposta di legge in questione presenta molteplici criticità in quanto non sono mai stati discussi i presunti vantaggi nell’affidamento dei servizi ospedalieri ai privati, in termini di costi, sicurezza, appropriatezza e trattamento dei lavoratori. Non sono mai stati discussi i motivi dell’alta discrezionalità attribuita alla giunta regionale sulla scelta del gestore e nemmeno i motivi per cui non vengano coinvolti nella scelta dei partner gli enti No-Profit>>.

La nota della Minoranza: Era importante votare all’unanimità, in consiglio comunale, la mozione dei 5 Stelle inerente la sanità, intitolata “Privatizzazione dei servizi sanitari: discussione in conferenza di Area Vasta”. La minoranza era favorevole ma si è vista respinta tutte le integrazioni suggerite. Si è così astenuta dopo il netto rifiuto della maggioranza di accettare un qualsiasi suggerimento peraltro migliorativo del documento. Questa in sintesi la presa di posizione della consigliera Elisa Cipriani che spiega: <<si chiedeva di modificare il passaggio “escluda nuove costruzioni da parte del privato” con “escluda nuove convenzioni con il privato” per impedire che la Regione Marche dia altri soldi ai privati stipulando nuove convenzioni e non vietare che i privati possano costruire o aprire propri ambulatori, divieto che la Regione non può esercitare. Oppure la frase “valutazione sulla possibilità di richiesta di sospensione della proposta di legge regionale n.145 sulle sperimentazioni gestionali in sanità” era più opportuno trasformarla in “richiesta di sospensione dell’approvazione della legge regionale 145” per chiedere la sospensione e non una valutazione della legge che sta per essere approvata. Il sindaco aveva seguito con attenzione la lettura delle proposte apprezzandole poiché miglioravano il documento. Bastava una breve pausa per permettere a tutti di valutare con più attenzione le aggiunte, rileggere il testo e sottoporlo poi al voto. Si è subito alzato il consigliere Spinaci, uno dei firmatari, per respingere le proposte di modifica appena lette. Ma le aveva capite?>>.