Cagli, il ponte sul Burano va messo in sicurezza. Chi deve intervenire?

Il recente doloroso episodio avvenuto nel ponte sul Burano con il salto nel buio di un cittadino che è deceduto con un volo di venti metri cadendo nel letto del Burano ha riportato all’attualità le numerose lamentele che si susseguono da anni per lo stato dei marciapiedi e parapetti. In questo ponte costruito negli anni ’50 che collega il vecchio centro storico con la zona nuova di Cagli, ogni giorno sono numerosi i cittadini che lo attraversano e che quindi vedono da vicino tutte le carenze e pericolosità presenti. Da anni si invocano barriere protettive più sicure, addirittura con pareti alte antivento per evitare disagi ed ulteriori pericoli ai pedoni che attraversano il ponte su marciapiedi addirittura molto stretti soprattutto in giornate molto ventose. Per altro, le solette che sorreggono i due marciapiedi negli anni sono state corrose dalle condizioni avverse del tempo e sotto vi sono vari distacchi del cemento con ferri affioranti. Chi deve intervenire? Un tempo si sollecitava l’Anas, poi declassata la S.S. 424 che attraversa il ponte per Marotta, Frontone e Fabriano, da qualche anno è la Provincia che ha la manutenzione e responsabilità della ex statale.e molti sono i cittadini che sollecitano interventi. Le domande più frequenti sono il perchè le spallete in ferro di protezione siano così basse. Sono regolari? Continui appelli che si ripetono in particolare ad ogni tragedia essendo un ponte dove in passato si sono succeduti diversi casi di suicidio con pochi che nonostante il salto sono riusciti a sopravvivere. Pertanto non sarebbe il caso, dopo l’ennesima tragedia di avviare procedure per la messa in sicurezza dell’intero ponte intervenendo sui marciapiedi deteriorati e con ferri affioranti oltre a sostituire le protezioni con altre più alte e sicure?