Slot machine, nel 2016 giocati nella nostra provincia 250milioni d’euro. Spesa pro capite 668 euro

Il gioco d’azzardo nella nostra provincia è stato oggetto di uno studio della Cisl, in base ai dati elaborati dai ragazzi dell’istituto d’istruzione superiore ‘Luigi Donati’ di Fossombrone nel progetto scuola – lavoro. È impressionante pensare come nel 2016 nella nostra provincia sono stati spesi ben 248.134.060 € solo nelle 2.329 slot machine distribuite in tutto il territorio provinciale. La provincia di Pesaro e Urbino conta 360.000 abitanti e la spesa pro capite per ogni abitante è di 688 € all’anno. Maglia nera della provincia è il comune di Mercatino Conca, di soli 1.060 abitanti, che si ritrova con i suoi 1.170 € di spesa pro capite per ogni suo abitante in testa a questa particolare classifica. In seconda posizione troviamo Vallefoglia, 15.000 abitanti, con una spesa pro capite di 1.008 € e in terza posizione Frontone, 1.288 abitanti e 881 € pro capite spesi. Pesaro è la città dove vengono spesi più soldi in tutta la provincia, infatti sono stati ben 80.000.180 € i soldi spesi nel 2016 dai pesaresi nelle slot machine, ma questo dato non deve farci allarmare più di tanto considerando che il nostro capoluogo di provincia conta ben 95.000 abitanti ed è la seconda città delle Marche. Un plauso va fatto agli unici due comuni della nostra provincia che non hanno installato nessuna slot machine, stiamo parlando di Montecerignone e Frontino, due comuni di montagna al di sotto dei mille abitanti. Mentre il comune che spende meno di tutti è Gradara, 4.900 abitanti, con una spesa di 98 € all’anno per ogni abitante. Il comune che ha speso meno di tutti, sempre nel 2016, è stato il Peglio, 738 abitanti e 116.000 € spesi. Per quanto riguarda il numero di slot installate ovviamente Pesaro è quella che ne conta di più, ben 572. I comuni con meno slot sono Isola del Piano e Pietrarubbia con sole 2 macchinette installate (ricordando che Montecerignone e Frontino non le hanno affatto). Numeri preoccupanti, che non possono essere taciuti, ai quali bisogna porre rimedio appellandoci alle autorità pubbliche, le quali dovrebbero mettere in campo delle politiche sociali per disincentivare il gioco d’azzardo, anche attraverso delle agevolazioni fiscali per gli esercenti che vorranno diminuire o togliere del tutto questi apparecchi. Una manovra non semplice, poiché le slot machine, insieme ai gratta e vinci e ai vari giochi del lotto, portano tanti, troppi soldi nelle casse dello stato. Un conflitto di interessi difficilmente superabile. Da osservare come la spesa pro capite è più alta nei comuni dell’entroterra rispetto a quelli della costa, questo anche perché le alternative di svago e divertimento offerte dall’entroterra sono molto meno rispetto a quelle offerte dalla costa ed è più facile cadere in questa che è a tutti gli effetti una dipendenza, dalla quale è difficile uscirne.

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