Cagli, obiettivo rilanciare il monte Petrano. Il sindaco Alessandri: “Sci di fondo in inverno, in cerca di fondi per acquistare una motoslitta”

E’ arrivata la neve e dopo molti anni anche la strada  del Petrano è aperta. Una località dove praticare lo sci di fondo rappresenta un contesto naturale unico in cima all’Appennino Umbro – Marchigiano. Il pianoro con i suoi lievi saliscendi, le lunghe dirette con un panorama che spazia dalla costa adriatica fino all’Umbria e San Marino in mezzo alle due montagne più alte del pesarese, il Catria e il Nerone. Purtroppo il Petrano da sempre trascurato per creare un minimo di opportunità per la pratica dello sci da fondo, mentre al contrario tante attenzioni e massicci finanziamenti sono stati dirottati negli ultimi anni verso il Catria e un po’ meno anche al Nerone. Addirittura il Petrano ha dovuto subire per diversi anni l’impossibilità di salire in inverno per l’assurdo divieto messo dalla Provincia con la chiusura da novembre ad aprile della strada. Un divieto che ha innescato molte proteste e che ha contribuito a far finire in letargo qualche ipotesi di sviluppo turistico invernale in una montagna, come già sopra accennato, tra le più idonee per praticare lo sci da fondo o l’aquilonismo invernale, molto diffuso tra tanti appassionati dell’urbinate. Inoltre con l’apertura della strada anche un punto di ristoro rimane aperto in inverno e quindi si ha la possibilità di avere pasti e bevande calde o all’interno sostare per tutti, sportivi o coloro che salgono al Petrano per divertirsi nella neve, scattare foto o ammirare tramonti. Ora il sindaco Alberto Alessandri sembra intenzionato a dare una svolta a quanto di positivo può essere proposto o potenziato al Petrano:

“Il Petrano è sempre stata la montagna dei cagliesi al quale sono molto legati anche se negli ultimi decenni ha purtroppo avuto uno spiacevole abbandono – afferma Alessandri – e con i pochi fondi a disposizione non abbiamo potuto fare molto per invertire questa tendenza. Da ora cercheremo come amministrazione di dare una svolta alle potenzialità del Petrano iniziando nell’ipotizzare l’acquisto di una motoslitta per creare in periodi di innevamento una pista da fondo che potrebbe richiamare molti appassionati anche dall’Umbria di questa salubre disciplina che non necessita di alcun investimento. Quindi mi adopererò presso l’Unione montana, Regione ed altri enti per avere quei pochi spiccioli, se confrontati ai massicci investimenti effettuati al Catria, per dotare il Petrano di una motoslitta che potrebbe essere poi data in gestione al fine di creare ad ogni nevicata percorsi per il fondo o di assistenza agli appassionati di aquilonismo. Non chiediamo una enormità anche perché con la strada che finalmente rimarrà sempre aperta, le attività di bar e ristorazione che sono presenti al Petrano potrebbero avere nuovi indotti e migliorare la loro offerta. Inoltre più attenzioni le riserveremo anche per il periodo estivo dato che il Petrano è sempre frequentato da cercatori di funghi, appassionati di fotografia e passeggiate in quota tra la fioritura di narcisi e dai tanti cicloturisti che amano scalare questa montagna che per prima in provincia nel 1936 aprì una strada per raggiungere la sua sommità. Con due colonie, alberghi, ristoranti e area camping. Una montagna purtroppo rimasta l’ultima in investimenti ed attenzioni. Ora è il momento di riqualificarla”.