Elezioni 2018, Minniti parte da Pesaro

Il ministro dell’Interno Marco Minniti sarà a Pesaro, mercoledì 7 febbraio, alle ore 18.30 al Cinema Astra, in via Rossini per l’avvio della campagna elettorale. L’incontro pubblico inizialmente era stato previsto per sabato scorso ed era stato rinviato a causa degli episodi drammatici di Macerata. Nello stesso pomeriggio, infatti, il ministro Minniti dopo un incontro a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha presieduto un comitato di sicurezza proprio a Macerata. Di fatto, come detto, l’incontro di mercoledì apre la campagna elettorale di Minniti che è candidato al collegio uninominale di Pesaro Urbino per la Camera dei Deputati e avvia il tour nel territorio, che svilupperà di qui alla fine della campagna elettorale, dalla costa alle aree interne, accompagnato dai sindaci PD e dai volontari dei circoli Dem. “Con Minniti il territorio di Pesaro Urbino e le Marche sono ancora più forti – ha affermato il segretario provinciale Pd Giovanni Gostoli – non tanto per le elezioni, ma anche per il non facile dopo voto. Abbiamo in campo una squadra forte, competente e affidabile, composta da un bel mix tra leader nazionali e candidature radicate nel territorio che è la combinazione migliore per farci sentire di più nei luoghi che contano e portare buoni risultati ai nostri territori”.  In questi giorni, intanto, il Partito Democratico ha presentato il programma per un’Italia “più forte e più giusta”. 100 punti di cose concrete realizzate in questi anni di buon governo e altri 100 di cose da fare nei prossimi anni. “C’è chi fa promesse mirabolanti da vent’anni e chi come noi lavora per realizzare cose concrete – aggiunge Gostoli – gli italiani meritano una buona politica, capace di prendersi cura delle persone, fatta di proposte e non di insulti. Non possiamo lasciare il Paese in mano agli estremisti e agli incompetenti. Insieme alle cose già fatte il Pd vuole avviare e realizzare altri 100 punti concreti per migliorare le condizioni del Paese, a cominciare dai giovani, dalle famiglie, da chi fa più fatica e dal ceto medio. Al centro c’è il tema del lavoro di qualità, non l’”assistenzialismo”, conclude Gostoli.