Sanità, Comitati del Patto di Piagge e pro ospedali pubblici: “Ecco perché non abbiamo partecipato alla riunione di Cgil e Cisl”

Carlo Ruggeri

I Comitati del Patto di Piagge, il giorno dopo la riunione del direttivo, il 31 gennaio, con il loro vertice, hanno partecipato al sit.in dei 4 rappresentanti istituzionali del Patto di Piagge, quelli di S. Ippolito, Colli al Metauro, Montefelcino e Fossombrone, volto alla protesta contro il piano sanitario in atto, e contro la chiusura degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro; chiusure aggiunte a mancate e negazioni “giravolta” di 20 posti letto di lungodegenza a Fossombrone, tutte imposte e decise da parte del potere regionale Marche (composto da Pd, Udc e Socialisti).

Il nostro comitato provinciale si reca, ed è disposto ad intervenire con i propri relatori o membri, a tutte le riunioni e manifestazioni possibili, tese a ribaltare la situazione drammatica a riguardo della protezione della salute, ed incentrate anche sul “Patto di Piagge” da chiunque organizzate, persino da partiti politici. Ma il comitato non è andato a tale riunione sindacale, nella quale si prevedeva con certezza atteggiamenti preannunciati di allineamento, di fatto, alle linee strutturali impostate ed imposte dal potere regionale Marche, com:

a) il non essere, da parte dei sindacati, pregiudizialmente contro l’ospedale unico;

b) non essere, da parte dei sindacati, negazionisti di privatizzazioni sostanziose. Ed ancora peggio!

c) l’essere, da parte dei sindacati, a favore della vergognosa trasformazione di tre ospedali chiusi in ospedali di comunità (una specie di ambulatori/cronicari, con un misero ambulatorio di soccorso), che, gestiti, a regime, ”esclusivamente” da guardie mediche e/o medici di famiglia, sono, scelleratamente parte cardine di quella “medicina territoriale” esaltata da Ceriscioli e compagnia bella. Ciò e tuttaltro che  la drastica interruzione del dramma! Interruzione portante alla  indispensabile ed immediata svolta necessaria, data la tragedia in atto in tutti il territorio di Area Vasta 1. Quella svolta rapida  che non può che concretizzarsi con il No all’ospedale unico, e con il ritorno dei servizi ospedalieri pubblici, con tanto di Punto di primo intervento, ma serio, nei tre ospedali chiusi, da riaprire rapidamente.

La cronaca ha dimostrato, poi, che la riunione sindacale non ha  presentato alcuna novità, rispetto alla già nota posizione strutturale di Cgil Uil, lì presenti, adagiata sullo schema scellerato della Regione, basato sull’imposizione di cronicari/ambulatori a Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro. I sindacati fanno domandine, mugugnini  e meline, e non pretendono, come noi comitati, giusti ribaltamenti della vergogna in atto. Gioco facile ha avuto il direttore di Area Vasta 1 Dott. Fiorenzuolo che, intervenendo alla riunione, non contestato da nessuno, ha esaltato le imposizioni decise  di chi gli dà gli ordini a livello politico/operativo, che lui esegue da buon dirigente, enfatizzando concessioni di  pugni di mosche, e trascurando, ancora una volta, di rispondere alla ripetuta richiesta del sindaco Bonci, basata sulla installazione di 20 posti letto di  letto di lungodegenza pubblica, riveniente da chiari accordi scritti e firmati, e  deliberati con la DGR.139 poi. Quei 20 posti letto di lungo degenza svaniti, guarda caso, dal momento che i cittadini di Fossombrone hanno deciso di cambiare amministrazione, proprio a causa, in primis, della chiusura del nosocomio, trasferendo, con il loro voto, la gestione cittadina  dal Pd ai 5 Stelle. Triste e inqualificabile rivalsa “politica” verso i 5 Stelle tale negazione inconcepibile? No, se fosse!! Ma sarebbe, invece, rivalsa politica verso tutta la città di Fossombrone, che, ancora una volta, ne terrà  ancora conto, tra qualche giorno, nel voto elettorale!!

Comitato provinciale Pro Ospedali pubblici (Ruggeri ) e comitati del Patto di Piagge

 

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