Il Furlo sia patrimonio dell’Umanità: la richiesta da Fermignano ma serve il sostegno degli altri Comuni

Servizio tratto dall’ultimo numero di Flaminia & Dintorni

Attivarsi perché il Furlo divenga patrimonio dell’umanità. Questa la richiesta fatta da Piazza Aperta al sindaco di Fermignano. Naturalmente è solo il primo passo: la richiesta deve essere infatti inoltrata al Ministero dei beni Culturali assieme agli altri Comuni in cui la riserva gravita: Acqualagna, Cagli, Fossombrone e Urbino. Oltre alla Provincia di Pesaro e Urbino che è l’Ente che gestisce il complesso naturale. Bonita Cleri di Piazza Aperta spiega: “La richiesta non è un’esagerazione: il Furlo rappresenta una forte eccezionalità e risponde ai requisiti per i quali la richiesta può essere avanzata, poiché unisce l’aspetto naturalistico all’intervento dell’uomo. I criteri di selezione per presentare la richiesta sono dieci e il Furlo risponde a ben sei di essi”. Vediamoli nello specifico: “rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo” come la tecnica e la forza lavoro utilizzate nella realizzazione dei trafori (etrusco e romano); “essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa”; “[…] un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana; “presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica”; “costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra […]”; “presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in situ della diversità biologica”. La Riserva Naturale del Furlo risponde anche al criterio della condizione di autenticità e integrità con un sistema di gestione che ne garantisce la salvaguardia. Un territorio dalla straordinaria importanza dal punto di vista paesaggistico, geologico, paleontologico, floristico e faunistico. Insomma, sembra non mancare nulla e, a nostro parere, potrebbe essere sufficiente mostrare le immagini della splendida gola, dei trafori e del nido dell’aquila che parlano da sé. Sicuramente, vale la pena provarci.

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