Tosi: “Ciclopedonale manna per la valle del Metauro”

Dopo l’approvazione delle legge che riconosce alla bici stessa dignità degli altri mezzi di trasporto

Lo scorso 21 dicembre in Senato è stata approvata definitivamente la legge che riconosce alla bicicletta la stessa dignità finora riservata ad altri mezzi di trasporto… E’ una vera rivoluzione culturale… C’è voluto un grosso lavoro in Parlamento ma alla fine le buone ragioni hanno convinto tutti ad approvare all’unanimità le “disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, a cui ha dato un contributo decisivo la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB). Ogni anno ci saranno quindi fondi per l’attuazione della legge a cui dovranno provvedere anche Regioni e Comuni. Finanziamenti sono previsti per ciclovie sia locali sia di lunga percorrenza tra le quali l’Adriatica (prevista dalla rete nazionale “Bicitalia” inglobata nella legge) di cui già esistono alcuni tratti; nella nostra provincia c’è la Fano-Pesaro; di fatto è una ciclovia (da rendere più sicura) quella del S. Bartolo tra Gabicce e Pesaro; altri tratti sono in progettazione sia nella nostra regione (Fano-Marotta-Senigallia) che in altre; per esempio in Abruzzo sta nascendo sul sedime di una ferrovia dismessa la ciclabile della “Costa dei Trabocchi”; un ponte ciclopedonale sul Tronto collegherà lo stesso Abruzzo con le Marche; in Romagna sono ciclabili i lungomare delle città costiere; in sostanza, in un futuro non lontano, dal Friuli alla Puglia una lunghissima pista ciclabile potrà alleggerire il traffico locale in quella che oramai è un’unica conurbazione costiera e potrà attirare il flusso cicloturistico sia verso sud che verso ovest, nell’entroterra, sfruttando tra l’altro “strade arginali di fiumi”, “tratturi, viabilità dismessa o declassata”, “sedimi di strade ferrate dismesse o in disuso”, “strade di servizio”, ecc. Una penetrazione da favorire con strutture e servizi di grande qualità, come richiedono turisti molto esigenti che ora dispongono anche di bici elettriche che aprono al turismo nuove mete; un’opportunità imperdibile per i territori collinari per attrarre chi si muove anche in bassa stagione ed è ben disposto a spendere per godere del patrimonio naturale e culturale del nostro paese; e nella valle del Metauro ci sono tutte le condizioni per realizzare presto e a costi ragionevoli una pista ciclopedonale, tra l’altro dotabile di sottoservizi, utile per cittadini e imprese. Per chiedere allo Stato il finanziamento della ciclovia Adriatica i rappresentanti di Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia si sono già incontrati a Rimini a novembre e poi in Abruzzo nell’ambito di un’operazione nella quale proprio le Marche potrebbero fare da capofila. Migliorerà anche l’integrazione della bici con il treno (bicistazioni e spazi riservati nei vagoni) e con gli autobus, grazie a portabiciclette esterni “a sbalzo” che probabilmente saranno montati sui nuovi autobus di Tpl della nostra provincia; un servizio facilmente attivabile (non in ogni fermata ma solo nei capolinea) per rendere più appetibile la rete di trasporto collettivo e favorire la mobilità individuale. E’ quindi lecito sperare che, grazie a nuove leggi e maggiore sensibilità ambientale, sia finalmente invertita la tendenza per decenni impostata su una incontrollata motorizzazione di massa.

Enrico Tosi