Cantiano, a 60 giorni dalla Turba. Al via i preparativi tra fede, tradizione e spirito di una comunità

Dal secolo di San Francesco, la Turba è una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino. Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna.

L’ultima scena, la salita al Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di più di 250 figuranti, illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.

A 60 giorni dall’evento che coinvolge l’intera comunità locale, a Cantiano, c’è “aria di Turba”. Iniziano i preparativi per l’ed. 2018 della manifestazione. Si rispolverano gli storici “bauli” dove sono custoditi i materiali di scena.
Entro breve, le “sarte” si metteranno all’opera per la confezione di nuovi costumi. I “tecnici” stanno programmando qualche ritocco alle scenografie. I “personaggi” e i “registi” non vedono l’ora di riprendere in mano l’amato copione che sanno già di conoscere a memoria. Per un’intera comunità è iniziata l’attesa.
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