Palazzo Ducale di Urbino: il 2017, un anno comunque positivo

Peter Aufreiter, da due anni direttore della Galleria Nazionale delle Marche, ha presentato i numeri relativi al 2017 (risultati, dati e visitatori) e i progetti per il 2018. Grazie all’autonomia gestionale di Palazzo Ducale, garantita dal Ministero, nel 2017 sono stati realizzati numerosi progetti e mostre, tutti con ottimi risultati. Da “La Pietra Racconta” a Logli, dal “Ritratto ritrovato” del Cardinale Albani alla scultura di Tony Cragg che ha portato l’arte contemporanea nel tempio del Rinascimento assieme alle mostre di giovani artisti emergenti dello “Spazio K”, nei sotterranei del Palazzo.

Lo stesso Palazzo ha ospitato eventi privati, matrimoni, feste di laurea e concerti cercando di diventare luogo di cultura a tutto tondo con musica, teatro, mostre ed eventi didattici per le famiglie.


Le cose stanno dunque andando bene, anche se le visite rispetto al 2016 hanno registrato una flessione del 14%. Secondo il direttore la cosa va imputata allo “spettro” del terremoto che ha determinato la defezione di molte scolaresche. La flessione delle visite ha comunque avuto un impatto minimo sugli incassi (-2%) dato che i ragazzi sotto i 18 anni hanno diritto alla visita gratuita. Per riportare le scolaresche in visita a Palazzo, è stato studiato un interessante programma dedicato alle attività didattiche per far scoprire ai ragazzi la cultura rinascimentale attraverso 14 percorsi a tema suddivisi in lezione introduttiva, percorso in galleria e laboratori.

Aufreiter ha inoltre presentato le mostre in programma per il 2018, tra le quali spiccano quella dedicata a Peter Baldinger, artista austriaco noto per le sue reinterpretazioni delle opere famose della storia dell’arte e quella su Giò Pomodoro, prima di una serie di esposizioni dedicate agli artisti marchigiani. Continua inoltre la collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti per lo “Spazio K”, dove esporranno da febbraio a dicembre giovani artisti emergenti.

Un restyling totale in vista dell’anno di Raffaello 

Il 2020, anno delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, si avvicina a grandi passi e la Galleria Nazionale delle Marche si vuole fare ancora più bella in vista di quest’importante evento. Urbino è la città natale di Raffaello e le celebrazioni per il cinquecentenario assumono qui più che altrove un significato profondo. Continua perciò il restyling delle grandi sale della Galleria (che verrà effettuato 4 stanze per volta per non lasciarla mai chiusa) a cui seguirà un’esposizione tematica delle opere, più moderna e di più semplice fruizione.

Aufreiter anticipa anche i nomi delle tre storiche dell’arte che cureranno la grande mostra “Raffaello e i suoi amici di Urbino”, prevista per ottobre 2019: Barbara Agosti, Silvia Ginzburg e Sylvia Ferrino.

L’altro messaggio che Aufreiter intende dare in vista delle celebrazioni raffaellesche è che Urbino è la città di Raffaello e un luogo magico in cui il tempo sembra essersi fermato e dove si respira lo spirito rinascimentale più che altrove. Un luogo quindi da visitare, assieme al suo Palazzo, quel “Tesoro nel Tesoro” che è diventato lo slogan della nuova campagna pubblicitaria.