Noi Giovani: “Fano è una città per Serfilippi?”

Vedere un ragazzo in brutte condizioni per strada il sabato sera e cogliere subito l’occasione il giorno seguente per attaccare l’amministrazione denota una forte difficoltà politica ad interpretare i veri problemi della città. Non è con lo sciacallaggio mediatico di questo genere che si contribuisce a migliorare il dibattito politico cittadino. Al di là delle sue dichiarazioni inerenti anche iniziative dei privati in città, alquanto povere di contenuto e non certo degne di essere commentate, ci preme segnalare che qualsiasi città italiana attrattiva per i giovani ha diverse caratteristiche per considerarsi tale. Serve investire su una visione: piste ciclabili, nuovi corsi universitari, efficienza nella mobilità e centri d’aggregazione, bisogna convincere i giovani imprenditori ad investire sul territorio ma non è esclusivo compito dell’amministrazione farlo. Non bastano degli eventi sporadici a contribuire alla costruzione di una città a misura di giovane, serve un progetto condiviso. A trattenere i giovani in città è un tessuto cittadino unito, educato e propositivo. Il consigliere de ‘La Sua Fano’ si è per caso accorto che molte associazioni giovanili già gestiscono beni monumentali come la ‘Rocca Malatestiana’ ed il ‘Bastione Sangallo’ riempendo di eventi la città? Si è accorto che il Teatro delle Fortuna in quanto a partecipazione giovanile è ai massimi storici dalla sua riapertura? Vive anche lui nella stessa città in cui viviamo noi? Nonostante queste considerazioni è chiaro che si verifichino casi di abuso di alcool, ma questo è un problema complesso e appare come un insulto all’intelligenza di chi legge correlare questa problematica giovanile al numero di eventi e spazi di aggregazione presenti in città. Serve un’educazione profonda che deve partire dalle scuole e dalle famiglie dove possibile, che vada in netta contrapposizione ai dozzinali moralismi per prendere qualche like sui social a cui ci sta abituando il consigliere Serfilippi. Se un giovane decide di emigrare un sabato sera in riviera romagnola può certamente farlo, siamo la generazione Erasmus, simbolo di un cambiamento culturale che ci porta ad essere sempre più cittadini del mondo e non circoscritti ad una sola realtà locale.

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