Turismo e commercio, Arzeni: “Dare regole certe e poi farle rispettare”

Irregolarità e lavoro nero, la Confcommercio continua la sua battaglia. «Siamo in una situazione in cui – dice Marco Arzeni segretario Fipe-Confcommercio di Pesaro e Urbino – a seguito delle famigerate liberalizzazioni nel comparto commerciale e della profonda crisi economica, ormai l’unica regola pare invece quella del fare qualcosa non importa come». Sul mercato sono stati immessi una marea di ‘aspiranti operatori’ che spesso durano dall’alba al tramonto, creando problemi a loro stessi ed al settore, in un mercato che sicuramente non è in grado di sopportare tutta questa offerta di servizi. Dare regole certe farle rispettare significa anche che ognuno deve fare il proprio lavoro».«Oggi sono in molti nel settore ad interrogarsi sulla incapacità del mercato di autoregolamentarsi e sulla conseguente necessità di riappropriarsi di strumenti di governo del territorio basati su criteri di sostenibilità e sulla rivalutazione delle specializzazioni, contrastando il processo inverso che sta caratterizzando il settore dei servizi commerciali, orientato alla de-specializzazione. «Ovvero – continua Arzeni – dove tutti fanno tutto, o meglio, tutti sanno fare poco di tutto! L’ondata di ‘liberalizzazioni’ delle attività commerciali hanno inciso davvero poco sui diritti dei consumatori, ma molto, invece, sulla qualità dell’offerta. Si tratta di 260 mila imprese, un milione di addetti ed un valore aggiunto di 40 miliardi di euro che riteniamo numeri di tutto rispetto da parte di coloro preposti alla Governance del settore». Secondo la Fipe dunque necessario e urgente riprendere la funzione di programmazione qualitativa all’insediamento delle attività commerciali soprattutto nei centri storici perché la situazione è grave, con centri urbani degradati e dequalificati, con problemi di sostenibilità socio-ambientale, come gli effetti della mala-movida dimostrano, con lo sviluppo di patologie gravi (alcolismo o ludopatie), con professionalità svalorizzate e qualità della vita, sicurezza, igienicità con forti criticità, oltre alle tensioni concorrenziali, anche per l’arrivo di incontrollate attività di Street Food edi Sharing Economy. «Infine – conclude Arzeni – siamo sicuramente convinti che la formazione sia parte essenziale del settore tanto è vero che dal 2003 è operativo nella nostra provincia e con molto successo il Fondo per la formazione di operai, impiegati e quadri del commercio, del turismo e dei servizi».

Nota stampa Confcommercio Pesaro-Urbino