Cagli, il privato al Celli. Il Comitato: “La convenzione non è stata resa pubblica”

Non tutti plaudono per l’arrivo del privato al Celli e sull’argomento riportiamo un comunicato di alcuni esponenti del Comitato che negli ultimi tempi hanno sempre mostrato la loro avversità alle scelte della Regione:  <Se il recente comunicato stampa della Giunta regionale, sulla sanità, non fosse apparso nei quotidiani  locali – si legge nella nota – solo pochissimi avrebbero capito che si stesse parlando proprio delle Marche, tanto è superficiale ed auto celebrativa la descrizione della realtà sanitaria e delle azioni compiute. Soltanto nelle ultime righe appare chiaro che si riferisce alle Marche perché introduce il dramma del recente terremoto. Non vengono citate le proteste di comitati, di cittadini, di sindacati ed amministratori locali contro l’assurda scelta di chiudere le strutture ospedaliere minori, senza potenziare gli ospedali che dovrebbero restare. Nessuno sembra sapere delle file al pronto soccorso di ospedali nei vari territori,  di degenti collocati fuori reparto di pertinenza, di spostamento degli stessi come pacchi postali. Si cita l’impegno per il potenziamento del 118, con volo notturno, con relativa sistemazione delle piattaforme  da realizzare, sembra, addirittura con i fondi raccolti per il terremoto, con gli sms solidali, anche quando riguarda località al di fuori delle zone colpite. Non sembrerebbe questo l’uso piu’ appropriato delle somme donate dai cittadini. Si afferma che si sono ridotte le liste di attesa per le prime visite e che ci si sta attrezzando per le seconde. Ma l’incidenza delle prime visite è di una su quattro visite richieste. Infine non si fa cenno alla pervicace volontà del Presidente Ceriscioli di voler aumentare la presenza dell’offerta sanitaria privata, prima di tutto nella Provincia di Pesaro e Urbino. Ci si vergogna? E perché allora viene prospettata alle popolazioni interessate come una risposta miracolistica? Davvero strani questi amministratori che non conoscono o negano la realtà e quei dirigenti che non “vedono” le proteste di cittadini riducendo il malcontento a problemi interni delle varie strutture. Da febbraio, dunque, a quanto dichiarato dal direttore di Area Vasta, a Cagli il privato occuperà uno spazio maggiore,  senza che sia stata resa pubblica la convenzione e senza un’adeguata informazione  da parte dei cittadini sui servizi che verranno gestiti. Non si pretenda salti di gioia>.