Cagli, il Pd risponde all’assessore Romiti sul bilancio: “Non si può chiudere in deficit”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato fattoci pervenire dal locale circolo Pd di Cagli, che rappresenta il gruppo di minoranza in consiglio comunale, riguardo alle anticipazioni e alle comunicazioni sugli investimenti e il bilancio di previsione, fatte dal vicesindaco e assessore al bilancio del comune di Cagli Donato Romiti.

L’ex sindaco Patrizio Catena, ora capogruppo di minoranza

“Principio elementare della finanza locale è quello per cui i bilanci non possono chiudere in deficit, perché qualora accadesse si andrebbe verso la dichiarazione di dissesto con conseguente commissariamento dell’ente stesso. Ci sorprende molto che il vicesindaco, nonché Assessore al Bilancio, sembra non conoscere questo basilare principio amministrativo. Offensivo e fuorviante è dichiarare che l’attuale amministrazione, condizionata dai debiti lasciati in eredità dall’amministrazione Catena, ha dovuto per tal motivo ridimensionare di molto scelte ed iniziative. L’amministrazione Catena – continua la nota – non solo non ha lasciato debiti (ripetiamo che ciò non sarebbe stato possibile), ma addirittura ha lasciato in eredità alla nuova amministrazione un “tesoretto” pari a 1.276.375,26 euro, come si evince dal “Quadro riassuntivo dell’esercizio 2014” (documento richiesto e ottenuto pochi giorni fa presso gli uffici competenti del comune dallo stesso ex sindaco Catena, attuale capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale). Tale somma è stata utilizzata dall’attuale amministrazione sia per effettuare piccoli lavori di manutenzione, sia per chiudere il bilancio 2015. Va sottolineato che invece il bilancio 2016 è stato chiuso aumentando le varie tariffe comunali. Inoltre, il risparmio dichiarato sulla spesa per il personale non è conseguenza di scelte operate dall’attuale amministrazione, ma logica conseguenza del pensionamento di dipendenti, e non evidenzia nessuna abilità di natura amministrativa-contabile.

In aggiunta, gli unici fondi, a cui si riferisce il vicesindaco, derivano dalla legge sulle aree interne, voluta e votata dal PD in Parlamento, e non dalla capacità di pianificazione di questa giunta: affermazione tanto più vera in quanto questa amministrazione non ha alcun progetto cantierabile. Vi è dunque una totale mancanza di prospettiva. Inoltre non riusciamo ad individuare quali siano state le attività turistiche realizzate. Solo due iniziative: la Festa della Pipa (eredità positiva della precedente amministrazione) e il gemellaggio con Spokane. Dove sono finite le promesse miracolistiche di questa amministrazione per risollevare e potenziare la vocazione turistica del territorio cagliese ? A conferma di quanto affermiamo, è sufficiente andarsi a leggere le ventiquattro righe dedicate all’argomento sul DUP (Documento Unico di Programmazione 2018-2020, pagg. 74-75).

L’ammontare del tesoretto rivendicato dal circolo Pd di Cagli

Infine il vicesindaco Romiti, sempre nella stessa intervista, lamenta la mancanza di collaborazione da parte dell’attuale minoranza consiliare. E’ proprio la minoranza consiliare, al contrario, che lamenta e sottolinea l’estrema difficoltà, per non definirla impossibilità, di conoscere, analizzare e studiare la documentazione relativa agli argomenti da discutere in Consiglio Comunale, per dare un eventuale contributo, dati i tempi strettissimi a disposizione. Emblematica la vicenda dell’ultimo Consiglio Comunale del 28/12/2017, con all’ordine del giorno ben ventuno punti: documentazione trasmessa nella tarda mattinata del 22 Dicembre, quattro giorni di feste natalizie con annessa chiusura del Comune, e la sola apertura antimeridiana nella giornata di Mercoledì 27. Sono questi i presupposti per un rapporto collaborativo, la cui mancanza viene lamentata dall’intervistato ? Dulcis in fundo, vogliamo parlare della vicenda Tari? Quando questa amministrazione dichiarava che la raccolta differenziata non avrebbe causato un aumento delle tariffe, mentiva sapendo di mentire. Altri comuni, più sensibili alle esigenze dei cittadini, hanno invece coperto una parte della spesa per evitare l’aumento delle tariffe stesse. In conclusione, siamo amareggiati, ma certamente non sorpresi, della distanza siderale tra le affermazioni e la reale operatività di questa giunta. E’ proprio vero quel vecchio proverbio che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. In questo caso addirittura un oceano. Forse meglio così, visto che le poche scelte effettuate non hanno causato che danni, vedi la stessa Tari e l’anemica illuminazione pubblica!”