Sanità, Ruggeri: “La convinzione perfetta di Ceriscioli”

Carlo Ruggeri

Ricordandoci una citazione del drammaturgo  Robert Musil, ci sovviene il concetto che le capacità e la forza di credere a nuovi indirizzi di innumerevoli cose, sono fondate esclusivamente sull’attitudine  cinica a convincersi per un certo numero di ore, a scindere una parte del contenuto della propria coscienza, ed a gonfiarlo, la  parte dello scisso, sino a farne una convinzione perfetta. Una convinzione perfetta, quella di Ceriscioli, che, illudendosi di penetrare nelle altrui menti, lo porta ad annunciare ai quattro venti che il sistema sanitario regionale brilla di eccellente salute (elicotteri, macchinari unici al mondo, mobilità passiva in diminuzione, mobilità attiva in aumento, assunzioni a gogo, anche nel sovraffollato mondo dirigenziale ed amministrativo, cantieri costossissimi  in tutta la regione annunciati per nuovi e sensazionali maxi ospedali baricentici). Tale atteggiamento “di indirizzo” scatena ripetute esibizioni di annunci di cifre, calcoli elaborati, progetti, statistiche, tutto unilaterale, e, logicamente, grondante di grande ottimismo elaborativo e consultivo da parte di dirigenti e funzionari, in riunioni pressoché sempre organizzate tra ottimiste e plaudenti parterre partecipative di subordinati, e, quasi per nulla in quelle incentrate sulle Conferenze dei Sindaci lasciate prive dalla presenza del Governatore con i dettagliati dati richiesti, dai sindaci stessi, per un esame concreto e complessivo del dramma sanitario in atto. In effetti di tragedia “umana” si tratta, da noi abbondantemente annunciata ad ogni imposizione di Ceriscioli e & C., e non assolutamente di perfetta macchina da guerra, come ci vuol far credere il freddo Governatore, ora che il periodo è, guarda caso, pre-elettorale. Ospedali stracolmi, pronti soccorso infernali, ambulanze 118 senza medico, inefficienze dappertutto, invece. Questo è il quadro sintetico e maledettamente reale in atto.

Le stesse organizzazioni sindacali, molto spesso, nella storia della sanità marchigiana,  più allineate ed adagiate alle linee del potere regionale, provano ad agitarsi o fanno finta di farlo, ma quando i buoi sono fuori dalla stalla. Adagiate, dato che è nota la loro incredibile  posizione favorevole ad un unico ospedale a Muraglia, alla disponibilità alla  discussione sul privato, ed all’incredibile e cocciuta approvazione, di fatto, di quegli ospedali di comunità, autentici cronicari/ambulatori gestiti da guardie mediche e/o medici di famiglia a regime, rivenienti dalla chiusura di ben 13 Ospedali Pubblici  nelle Marche (Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro nella nostra provincia), preponderante causa della tragedia in atto in tutto il territorio di Area Vasta Provinciale.

Non da meno alcuni sindaci, delegati dalla Conferenza dei Sindaci, proprio il 29 dicembre u.s., hanno duramente affermato  che funziona poco o niente in sanita’ di area vasta provinciale, e tutto sarebbe assolutamente  da rifare con impostazione policentrica, riaprendo, con tanto di indispensabili letti per acuzie e lungodegenze pubbliche, i tre ospedali chiusi in Provincia con Punto di Primo Intervento vero, e ridiscutendo, ex novo,  ogni cosa delle meraviglie di Ceriscioli. D’altronde in tutta questa paradisiaca strombazzata, di contro, emerge il grido di dolore anche dagli ospedali ultrafunzionali costosissimi, simbolo delle meraviglie, come era quello di Jesi, intestato a Carlo Urbani, la cui famiglia ha dichiarato di voler togliere il nome del loro caro, per le gravi ed insopportabili  inefficienze complessive di quella struttura. Vanno pur arrogantemente avanti Ceriscioli ed il suo potere regionale (composto da PD, UDC e SOCIALISTI) nelle loro convinzioni perfette, ma, da quello che si vede e si sente( centinaia di segnalazioni di disperate famiglie  ai nostri attenti  orecchi), il limite è più che colmato.Lo vedremo fra qualche giorno con la sola arma civile in mano alla gente!

Carlo Ruggeri - Coordinamento comitato provinciale pro-ospedali pubblici