Dati Excelsior per Fano e provincia: piccole imprese, ma strategiche per l’occupazione

Le piccole imprese si confermano il più interessante bacino di occupazione a Fano e nel resto della provincia. Secondo i dati Excelsior, un’indagine previsionale su un campione di 1.000 imprese, il 66.6 per cento dei nuovi posti di lavoro è concentrato in questo stesso segmento economico. Il resto è suddiviso fra imprese di medie (16.2 per cento) e grandi dimensioni (17.2). Lo studio considera il mercato locale dell’occupazione nel periodo ottobre-dicembre. Sono stimate 4.880 entrate: 590 (12 per cento) riguardano lavoratori non dipendenti, 4.290 (88 per cento) lavoratori dipendenti. Nel caso di questa seconda categoria, il 28 per cento dei contratti sarà a tempo indeterminato, il 55 per cento sarà a termine e il 17 per cento saranno assunzioni di apprendisti o altre tipologie di rapporti lavorativi. “Un contratto ha sempre grande valore – osserva Drudi – ma le incertezze sul futuro si riflettono sulla precarietà del rapporto di lavoro”. Gli ingressi più numerosi sono previsti nel settore dei servizi: 2.700 in totale. Si stimano 800 entrate nel settore alloggio-ristorazione, 570 nel commercio e 500 nei servizi alle persone. Nel manifatturiero 2.180 entrate: 470 nella meccanica ed elettronica, 330 nella metallurgia, 320 nel mobile e 350 nelle costruzioni. Le entrate riguarderanno i laureati per il 9.4 per cento, per il 34.4 i diplomati, per il 33.4 i lavoratori con qualifica professionale e per il 22.8 i lavoratori senza formazione specifica. Sono previste entrate al 39 per cento per i giovani fino a 29 anni, al 32 per cento oltre i 29 anni, mentre l’età diventa indifferente per il resto del campione.