Bike hotel, il turismo monta in sella. In cantiere il primo Consorzio regionale, tensioni su quote e dotazioni

Al lavoro per creare una strategia unica di promozione che guardi al cicloturismo: riparte così l’iter per creare il primo Consorzio fra albergatori della regione, per adeguare le strutture ricettive al modello del Bike hotel, strutture a servizio del cicloturismo in tutte le sue forme. Alla strada intrapresa dalla Regione per arricchire i percorsi cicloturistici, in mountain bike o legati al benessere manca ancora la quadra, ovvero l’accordo tra tutti gli albergatori aderenti. Il Consorzio, dovrebbe raggruppare circa 30 operatori alberghieri in tutte le Marche. Il regolamento che ne decreta la nascita, è però ancora in stand by in attesa di arrivare a una visione comune, soprattutto fra gli albergatori della provincia di Pesaro. Sono diversi i punti sui quali manca un’intesa, a partire dalla quota da versare per entrare nel Consorzio fino alla dotazione massima di biciclette, che ogni albergo deve obbligatoriamente avere. Il confronto al momento si svolge fra il consigliere regionale Andrea Biancani e le associazioni Confcommercio Pesaro e Apa hotels.

“La bozza del regolamento che dovrebbe istituire il Consorzio – spiega Amerigo Varotti, direttore Confcommercio – dovrà essere rivista e modificata. Riprenderemo in mano il progetto per i Bike hotel, entro questo mese. Si parla ormai da un anno dei benefici di un Consorzio, ma se ad oggi, quasi nessun albergo di Pesaro, ha aderito alla proposta, molto dipende da alcune clausole del regolamento che consideriamo troppo stringenti. E’ stato infatti affidato a un ristretto numero di albergatori marchigiani, il compito di redigere una bozza del regolamento, ma così facendo è mancata ogni forma di condivisione. Per essere dawero attrattivo e funzionale, il Consorzio, dovrebbe raggruppare oltre una decina di albergatori pesaresi in un rapporto equo rispetto agli altri partner marchigiani ch e vorranno farne parte”.

Le richieste Si punta a rivedere alcune clausole, a carico dei singoli operatori per adeguare il proprio albergo alla formula Bike hotel. “Grazie al ruolo di portavoce – continua Varotti – ho chiesto alla Regione di aprire il confronto proprio sui parametri contestati. A nostro avviso va ripensata la quota annuale di adesione, quantificata in 1500 euro a carico degli operatori a cui si aggiungono una media di ulteriori 500 euro che varia sulla base del numero delle camere, per la quota marketing. Siamo perplessi anche sulle modalità di gestione dello stesso Consorzio, in particolare in quel capitolo che prevede la gestione delle biciclette in dotazione agli albergatori, a carico di un unico soggetto da individuare fra gli albergatori marchigiani e che abbia la propria struttura ubicata in una posizione centrale del territorio regionale”.

Il parco mezzi Varotti indica anche nei numeri del parco bici obbligatorio una nota di criticità. “Il numero di mezzi che un albergatore deve avere a disposizione varia sulla base delle camere che possiede: per esempio una struttura che ha 40 camere dovrà provvedere ad acquistare e tenere in dotazione almeno 8 biciclette. Il Consorzio deve essere per tutti i nostri alberghi, dalla costa all’entroterra, un’occasione di promozione e di crescita. La Regione investe per questo risorse, ma ora spetta agli albergatori fare incontrare richieste e offerta. Certo è che il futuro sviluppo turistico della provincia di Pesaro passa anche per la creazione di percorsi cicloturistici o per mountain bike dedicati, uniti a pacchetti personalizzati e a strutture che siano in grado di intercettare i flussi in arrivo”.

 

Nota stampa Confcommercio Pesaro - Urbino