Sacchetti frutta-verdura a pagamento, anche da noi è subito polemica!

Con il nuovo anno da poco entrato, una delle novità più importanti è rappresentata dai sacchetti a pagamento per frutta e verdura, con tutte le polemiche conseguenti. Da quest’anno per imbustare frutta, verdura ma anche carne, pesce e affettati nei supermercati bisognerà utilizzare shopper biodegradabili e compostabili a pagamento. E proprio qui inizia la polemica.

Siamo al 3 gennaio e già alcune segnalazioni  con tanto di foto ci sono arrivate di lettori-clienti di attività commerciali che hanno palesato un senso di fastidio di fronte all’obbligo di prendere tante bustine quanti prodotti scegliamo, sia pane che ortofrutta e qualsiasi cosa sfusa, pagando un sacchetto e dovendo gettare un sacchetto per ogni prodotto. In defnitiva per ogni genere alimentare, ora è obbligatorio utilizzare un sacchetto diverso e pagarlo mentre prima il sacchetto era gratuito anche se era identica la modalità di cambiare sacchetto per ogni cibo sfuso. Su base annua, a seconda di quante volte una famiglia andrà a fare la spesa e in base agli acquisti di generi alimentari come frutta, verdura, carne e via dicendo, l’aggravio stimato da Codacons si aggirerà tra i 20 e i 50 euro a famiglia. Il ricavato è riscosso dal supermercato o dal negozio, e in seguito finirà in parte allo Stato sotto forma di Iva e di imposta sul reddito.