Home Catria e Nerone Acqualagna Acqualagna, dopo l’incendio a Bellaria, scocca l’ora delle proteste

Acqualagna, dopo l’incendio a Bellaria, scocca l’ora delle proteste

L’incendio di Acqualagna del 23 dicembre torna a riproporre un probema sollevato ormai da due anni dai residenti della frazione di Bellaria. Ovvero da quando è stato realizzato l’impianto. Ma andiamo con ordine. Le fiamme hanno coinvolto un’azienda di energie rinnovabili (impianto biogas) e hanno interessato un essiccatoio.  La nuvola di fumo grigio è stata notevole e vista anche da diversi km di distanza. Il timore di fumi tossici ha allertato i residenti che si chiedono che tipi di rischio corrono, evidenziando la forte puzza, che aria sono costretti a respirare e auspicando interventi celeri e risolutivi. Tornando all’incendio sono occorse due squadre di pompieri, di Cagli e di Fano per riportare la situazione alla normalità. Poi sono arrivate le dichiarazioni degli stessi vigili del fuoco che hanno sottolineato come i fumi che si sono sprigionati non erano tossici e che l’incendio è stato subito ben arginato.

 

 

 

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