Sanità, le puntualizzazioni di Traversini: “Ecco perché arriva il privato al Celli di Cagli e a Sassocorvaro”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere regionale dell’assemblea legislativa delle Marche Gino Traversini, il quale puntualizza alcuni aspetti del nostro articolo apparso sul sito on-line Flaminia & dintorni giovedì mattina ed un altro apparso oggi in una testata locale, a proposito dell’incontro di mercoledì scorso tenutosi a Cagli, nel quale il Partito democratico della zona Catria e Nerone illustrava alla cittadinanza la convenzione da poco siglata con il privato per la struttura ospedaliera di Cagli.

“Dire che non c’è nessuno ad un incontro dove sono presenti una settantina di persone mi sembra un informazione poco realistica e, se rispetto allo scorso anno si può registrare una flessione di una ventina di persone, non viene riportata la presenza di alcuni che protestavano e che ora hanno capito la positività della proposta. Che poteva esserci più gente è indubbio, ma noi siamo soddisfatti di come è andata. Per quanto riguarda il mio intervento introduttivo di circa 40 minuti non ho parlato di fisiatria perché nell’attuale convenzione non c’è, ma ho parlato soprattutto della lungodegenza, dei vari servizi anche nuovi, che partiranno a gennaio/febbraio e dell’inizio dell’integrazione con medici interni al servizio di pronto intervento che si completerà con l’altra parte della convenzione. Altri punti che mi sento di precisare: chi ha messo i cartelli di una legittima protesta contro l’uso del privato, non è altro che un gruppetto di cinque sei persone, appartenenti principalmente a gruppi di destra e al movimento cinque stelle da sempre contro la riforma sanitaria. Ma quello che più mi preme sottolineare è l’aver letto che ‘non hanno trovato alcuna risposta a chi è intervenuto chiedendo il perché servizi che erogherà il privato, non si potevano ugualmente continuare con l’Asur regionale ed alle stesse condizioni’. Questo vuol dire non aver ascoltato quando si è detto, e cioè che la riforma è inevitabile per i provvedimenti nazionali, che ti chiedono di ridurre gli ospedali, tant’è che sono 13 i trasformati, e che anche se i posti letto sono sotto il numero consentito vanno calcolati insieme alla mobilità passiva che nella regione e soprattutto nella nostra provincia è alta. Quindi se si vuole la lungodegenza e si vuol integrare il servizio del 118 con medici ospedalieri, l’unico che può dare questa risposta è il privato, che solo a Cagli e a Sassocorvaro possiamo attivare in quanto presente nei nostri ospedali da tempo. In più sono note ormai le difficoltà che ha la struttura pubblica nel dare risposte sugli altri servizi nel reperire personale e nell’avere una più complessa macchina organizzativa. Anche se detto tante volte è bene ricordare che la gestione privata convenzionata non cambia le condizioni per l’accesso ai servizi che si pagano alla stessa maniera e che mentre nelle altre provincie ci sono cliniche gestite dal privato, solo da noi non ci sono, ma abbiamo un alto tasso di mobilità passiva e andiamo negli ospedali convenzionati gestiti dal privato principalmente in Emilia Romagna. Un’altra puntualizzazione è che all’amministratore delegato della KOS santo Stefano non è stato chiesto nulla dopo il suo intervento e dei pochi che sono intervenuti nel dibattito quasi la metà erano di fuori territorio e che da anni portano avanti una posizione contro la riforma. Ora si va avanti con forza perché la cosa più importante è dare servizi e risposte alla gente e spero in primavera di fare un secondo incontro per chiudere la convenzione e questa volta, organizzato a livello istituzionale con tutti i sindaci, ricordando che la sanità pubblica è un bene importante che va difeso ma che nel nostro caso la gestione convenzionata con il privato ci potrà dare le risposte che ci occorrono”.