Consiglio regionale, via libera alla legge di stabilità e al bilancio di previsione 2018. Per la minoranza manca una vera programmazione

Approvati dall’assemblea legislativa la legge di stabilità 2018 (18 favorevoli, 11 contrari) ed il bilancio di previsione 2018/2020 (18 favorevoli, 11 contrari). Per l’esercizio finanziario del prossimo anno sono previste entrate di competenza, e altrettanti impegni di spesa autorizzati, pari ad euro 4 miliardi 595 milioni e 914.298 euro. La manovra di bilancio 2018/2020 destina risorse regionali proprie per euro 535 milioni privilegiando i cofinanziamenti (124,3 milioni di euro). Da considerare che lo stesso bilancio coincide con la scadenza della programmazione comunitaria che trasferisce alla comunità marchigiana ed ai suoi territori risorse per 1,571 miliardi di euro (considerando Fesr, Fse e Feasr).
Il quadro complessivo nelle relazioni di Francesco Giacinti per la maggioranza e Jessica Marcozzi per l’opposizione. Il presidente della Commissione bilancio ha fatto presente, tra l’altro, che “oggi si è in grado di impegnare ingenti risorse. Una grande opportunità viene offerta dai fondi europei per agganciare la ripresa, sostenere lo sviluppo economico e la ricostruzione dopo le profonde ferite prodotte dal terremoto”. Un bilancio che Giacinti ha definito “prudente”, ma attento a questioni importanti, come salute, disabilità e sociale.
Per la relatrice di minoranza, Jessica Marcozzi, “manca una vera e propria attività di programmazione. Sembra non esserci consapevolezza riguardo al trend negativo e preoccupante che sta caratterizzando le Marche, sui versanti occupazionali, di ripresa economica, di accesso al credito e di export”. La Marcozzi ha anche contestato i ritardi legati all’approvazione del Defr (Documento di economia e finanza regionale), strumento ritenuto “determinante per la stesura del bilancio”.

Numerose le problematiche affrontate nel corso del dibattito. Critico l’intervento di Sandro Zaffiri (Lega Nord) secondo il quale la relazione proposta dalla Giunta “è deludente, omissiva e fuorviante, incompleta e reticente”. Luigi Zura Puntaroni (Lega Nord) si è soffermato sulla situazione delle infrastrutture viarie, mentre Piergiorgio Fabbri (M5s) ha parlato della “solita ingessatura” senza alcuna novità da tre anni e non ha mancato di evidenziare “lo scarso interesse da parte dei consiglieri, che si rispecchia nell’esiguità del dibattito e degli emendamenti presentati”. Dello stesso parere il capogruppo dei pentastellati Gianni Maggi che ha lamentato la mancanza di strumenti e tempi idonei per esaminare gli atti: “Ormai votiamo tutto con procedure d’urgenza. Senza alcuna programmazione”.
Secondo Enzo Giancarli (Pd) in parte risponde al vero che ci si trovi al cospetto della “solita ingessatura”, ma occorre andare avanti, percorrere nuove strade. “Abbiamo bisogno di un patto nazionale che ci porti alla riforma costituzionale, alla revisione del titolo V – ha detto – altrimenti è inutile discutere di questioni nell’ambito delle quali le Regioni non hanno possibilità d’incidere”. Sandro Bisonni (Gruppo misto) ha sollevato diversi interrogativi sui contenuti del bilancio parlando di “anomalie” diffuse, mentre Luca Marconi (Udc) ritiene che, vista l’attuale situazione, più di tanto non si possa fare. “Per il futuro – ha sottolineato – cerchiamo spazi di autonomia almeno per quanto riguarda la sanità e non dimentichiamo di investire nella ricerca e nella messa in sicurezza del territorio”.
Gianluca Busilacchi (Gruppo misto – Mdp) ha aperto il suo intervento con la notizia del risparmio di 36 milioni di euro prodotto attraverso la gara della Stazione unica appaltante per la fornitura dei farmaci. E’ passato, poi, a delineare alcuni obiettivi prioritari, non mancando di ritornare sulla questione della riforma costituzionale. Peppino Giorgini (M5s) ha definito il bilancio “povero e privo di respiro”, mentre per il capogruppo del Pd, Fabio Urbinati, si tratta di un documento finanziario che lascerà “un segno importante”, una “straordinaria occasione per le Marche, che si conferma tra le regioni con minore pressione fiscale, e per una progettualità più ampia”. Chiudendo il dibattito l’assessore Fabrizio Cesetti ha sottolineato che “il bilancio di previsione non è un atto che può essere esaminato e visto nella sua unicità, ma deve essere valutato nell’intero percorso che porta alla sua approvazione”. Ed ha aggiunto: “Se guardiamo bene questo bilancio regionale non è solo una valle di lacrime, ma offre grandi opportunità per il futuro delle Marche, anche in relazione alla programmazione comunitaria ed alle risorse che riusciremo a liberarei”. L’assessore ha, quindi, fornito una panoramica dettagliata degli interventi previsti dallo strumento finanziario, ricordando che “quando sarà più chiaro il quadro di riferimento normativo nazionale e l’entità del concorso della Regione alla finanza pubblica, sarà varata una manovra integrativa per garantire finanziamenti e soddisfare alcune priorità”.

Il presidente delle Marche Ceriscioli

Per dichiarazione di voto sono intervenuti Giacinti, Urbinati, Busilacchi (favorevoli), Zaffiri, Marcozzi (contrari). Il saluto finale del presidente Ceriscioli: “La scelta forte è quella di aver concentrato le risorse su alcune voci specifiche, come il cofinanziamento Ue. Nel prossimo futuro dovremo chiedere un impegno importante a tutta la macchina amministrativa per far camminare le scelte contenute nel bilancio”.

Consiglio regionale Marche (A. Is.)