Sanità, Ruggeri: “Riaprire subito Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro. E fermare la realizzazione dell’unico ospedale in provincia”

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Carlo Ruggeri (Comitato Provinciale Pro-Ospedali Pubblici) in merito alla situazione sanitaria del nostro territorio

Carlo Ruggeri

Dramma della sanità nella nostra provincia. Le due prospettive cardine. La prima, quella più sentita, umana e giusta, è quella che ha messo radicalmente in discussione, sin dai suoi primi annunci, la riforma sanitaria in atto, e tutti i provvedimenti tragicamente impositivi “post riforma” della Giunta Regionale Marche, denunciandone i danni enormi ed i rischi spaventosi, e che, da anni chiede i dati (mai forniti, neppure nell’ultima conferenza dei sindaci del 14 dicembre, in proposito convocata!) per misurare l’entità delle conseguenze gravissime che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Gli attori positivi (e per fortuna nostra che esistono!) di questa prospettiva, di fatto, sono i 13 sindaci del Patto di Piagge, le 30 minoranze consiliari della Provincia, ed i 4 Comitati sparsi nel territorio provinciale, che si battono per una sanità policentrica ed il ripristino immediato degli ex ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro.

La seconda prospettiva, invece, rischiosissima, fino all’incoscienza scellerata, forse più della riforma sanitaria stessa, perché non ne mette affatto in discussione gli elementi fondamentali (che consistono nell’ospedale unico che chiude tutti gli altri e chiude  i pronti soccorso; nel taglio drammatico, in provincia, di 99 posti letto per acuti pubblici, con  perdita degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, e nella chiusura  annunciata del Santa Croce di Fano con inevitabile privatizzazione dei servizi che ne deriverebbe) ed attribuisce i problemi solo all’assurdo fatto che non sarebbe stata ancora applicata, o magari non del tutto. Gli attori negativi di questa prospettiva sono i sindaci di partito (specie del Partito democratico) e quelli sottomessi, in diversi inevitabili furboni pro domo loro, in aggiunta ai troppi  sindaci indifferenti o ignoranti (nel senso di non voler conoscere e di non volersi rendere conto del dramma in atto sui loro cittadini); sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, confermandosi negativi  con uno specifico assurdo documento post conferenza dei sindaci, e quelli di medici ospedalieri, incredibilmente enfatizzanti, ambedue, proprio  in un momento da infognamento tragico come questo, l’applicazione rapida della medicina territoriale con tanto  di ospedali di comunità/cronicari in mano a preoccupatissimi medici di famiglia e guardie mediche, sulla cui specifica esperienza nutriamo enormi dubbi, ed i fatti di cui veniamo a conoscenza lo stanno dimostrando. A codesti attori negativi, si aggiungono esponenti sparsi  di ambigue associazioni di volontariato “di convenienza”. Costoro tutti impacchettati all’adagiamento comune verso le imposizioni vergognose e tendenti, per effetto di ciò, al dannosissimo e dannatissimo baricentrismo ospedaliero su Muraglia frazione di Pesaro.

Notiamo attentamente  la enorme demarcazione tra le due prospettive sopra esposte, che pur sono “posizioni politiche” ben definite, la seconda delle quali deve essere, per noi, additata ed esecrata a caratteri cubitali. Di fatto, tale atteggiamento pessimo si accomoda nella continuazione del disastro, specie  strutturale, in atto dappertutto, recentemente aggravato da sostituzioni del privato alle chiusure pubbliche (cominciando dall’ex ospedale Celli di Cagli). Disastro drammatico, proprio perché principalmente  generato dalla chiusura di 3 ospedali pubblici filtro (Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro), di una importanza operativa fondamentale e decisiva sulla causa del dramma.

Tali tre ospedali (a Cagli, a Fossombrone ed a Sassocorvaro) sono da riaprire immediatamente. E fermare la realizzazione dell’unico ospedale in provincia, a Muraglia di Pesaro, imposto ai cittadini della provincia intera, dal Partito democratico, dall’Udc e dai Socialisti, con esecutore il freddo matematico prof. Luca Ceriscioli. Ciò tanto per iniziare la svolta indispensabile alla salvezza di tante vite umane. Speriamo che nelle prossime elezioni ci sia un segnale forte da parte degli elettori che non possono più sopportare la scelleratezza e la disumanità di un potere regionale ormai troppo prepotente ed insensibile!

Carlo Ruggeri - Comitato Provinciale Pro-Ospedali Pubblici
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