Cagli, il Pd illustra la convenzione col privato e annuncia il ripristino di vari servizi al Celli a gennaio

Da sinistra: Scardacchi, Traversini, Volpini e Brizioli

É stato anche annunciato che si stanno istallando delle apposite piazzole in tutta la regione per poter permettere all’eliambulanza di alzarsi anche nelle ore notturne

Si è tenuto ieri sera, presso il ridotto del Teatro comunale di Cagli, un incontro promosso dal Partito democratico della zona Catria e Nerone, per informare la cittadinanza della convenzione che è stata firmata proprio qualche giorno fa con la società KOS CARE (che già gestisce il centro riabilitativo Santo Stefano di Cagli), per quanto riguarda la lungodegenza e i vari servizi ospedalieri ed ambulatoriali della struttura cagliese. Moderatrice della serata è stata Cinzia Scardacchi (coordinatrice Pd zona Catria e Nerone).

Il pubblico presente al Ridotto

Sono intervenuti Gino Traversini (consigliere regionale delle Marche), Fabrizio Volpini (presidente della IV commissione sanità e politiche sociali della regione Marche), Enrico Brizioli (a.d. di Kos Care). Presenti anche il sindaco di Acqualagna Pierotti, quello di Cantiano Piccini, l’assessore alla sanità del comune di Cagli Polidori, il presidente dell’Unione montana Catria e Nerone Passetti (nonché sindaco di Frontone) e Fernanda Marotti (Forum Beni Comuni). É stata illustrata, allo scarso pubblico presente, la convenzione sottoscritta e i vari servizi ospedalieri che verranno riattivati già a gennaio dal privato: neurologia, urologia, pneumologia, ecocolordoppler e fisiatria, oltre ai 20 posti di riabilitazione già presenti. Inoltre Traversini ha annunciato che in primavera ulteriori servizi come la fisiatria e la diagnostica potrebbero essere riattivati dalla stessa società privata KOS CARE, con una nuova convenzione.

I cartelli di protesta

É stato anche annunciato che si stanno istallando delle apposite piazzole in tutta la regione per poter permettere all’eliambulanza di alzarsi anche nelle ore notturne. Diversi interventi dei presenti si sono focalizzati sulla situazione alquanto critica dell’emergenza-urgenza (che non rientra nella convenzione col privato), con il PAT trasformato in ACAP (un ambulatorio medico) e una sola ambulanza medicalizzata (l’altra viene condivisa con Fossombrone ogni 15 giorni) che devono coprire ben 7 comuni dell’entroterra. In diversi hanno chiesto, in realtà senza trovare risposta, per quale motivo i servizi che andrebbe ad erogare il privato, non riusciva ad erogarli l’Asur, allo stesso prezzo e condizioni. Diversi cittadini, in disaccordo per questa convenzione sottoscritta, hanno lasciato dei cartelloni all’ingresso e lungo le scale per manifestare tutta la loro contrarietà.

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