Finanza, confiscati tra le province di Pesaro e Ancona beni immobili e società per un valore di 700mila euro

La Guardia di Finanza di Ancona ha dato esecuzione ad una misura di prevenzione a carattere patrimoniale disposta dal Tribunale di Pesaro – Ufficio Misure di Prevenzione ai sensi del Decreto Legislativo nr. 159/2011 (Codice delle Leggi Antimafia), sottoponendo a confisca un considerevole patrimonio, già oggetto di sequestro nel mese di maggio, costituito da 7 fabbricati e 4 società ubicate nelle province di Ancona e Pesaro, del valore complessivo di oltre 700.000 euro, nei confronti di un soggetto calabrese dedito, tra l’altro, al trasferimento fraudolento di valori ed all’usura. Le complesse attività investigative svolte dal GICO, nell’ambito di una delega della locale Procura Distrettuale Antimafia, avevano consentito di individuare un sodalizio dedito alla commissione dei predetti reati nonché rilevare collegamenti del citato soggetto con affiliati a cosche della “’ndrangheta”. I successivi accertamenti e la ricostruzione della sua posizione reddituale e del proprio nucleo familiare hanno fatto emergere una situazione di completa difformità tra redditi dichiarati, tenore di vita e patrimonio, direttamente ed indirettamente a lui riconducibile, acquisito in virtù dei considerevoli profitti illeciti conseguiti dalla commissione dei reati, rendendo quindi applicabile la misura di prevenzione a carattere patrimoniale. L’operazione della Finanza detta “Aspromonte” è la confisca patrimoniale più ingente mai eseguita nelle Marche mediante l’applicazione della normativa antimafia.