Cagli, il movimento 5 stelle dice “no” al privato. Animi caldi nella sala dell’ex pretura

Si è svolto ieri mattina, presso i locali dell’ex pretura del palazzo comunale di Cagli, un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle, per esprimere perplessità riguardo alla convenzione stipulata proprio qualche giorno fa con la società privata Kos Care (che controlla il centro riabilitativo Santo Stefano), la quale andrà a gestire la lungodegenza e i servizi ospedalieri ed ambulatoriali della struttura cagliese. All’incontro, che è stato moderato dal consigliere regionale 5 Stelle Piergiorgio Fabbri, hanno partecipato il deputato pentastellato Andrea Cecconi, il sindaco di Cagli Alessandri, assieme all’assessore alla sanità Polidori, il sindaco di Fossombrone Bonci, quello di Monteciccardo Del Bene (in veste anche di presidente provinciale dell’associazione dei Piccoli Comuni), Fernanda Marotti del Forum Beni Comuni, il segretario del comitato per la difesa dell’ospedale di Cagli Vincenzo Mei, il consigliere comunale di minoranza di Apecchio Giacomo Rossi, Giovanni Del Gaiso come componente dell’ordine provinciale dei medici e, a nome del Partito Comunista, il medico Zaccheri.

Oltre a contrastare la privatizzazione degli ospedali dell’entroterra, è stata stipulata una nuova proposta per la sanità della nostra provincia da parte del Movimento 5 Stelle, che comprende: il reintegro dei nosocomi di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, garantendo ad ognuno il proprio PPI h 24; il potenziamento dei servizi sanitari pubblici e delle attività di prevenzione; come già ribadito, un contrasto alla sanità privata convenzionata e alla realizzazione dell’ospedale unico; un monitoraggio dei costi e della qualità nei servizi erogati nel pubblico e nel privato; difesa della rete ospedaliera pubblica per acuti (garantendo l’emergenza – urgenza e restituendo i 99 posti letto per acuti). Lo stesso Del Bene ha annunciato di voler assumere questa nuova proposta come testo di una petizione popolare da sottoporre alla cittadinanza ed inviare poi le firme alla Regione. Da segnalare nel finale un intervento abbastanza acceso di Giacomo Rossi, il quale ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale di Cagli per non aver ancora aderito al patto di Piagge e al comitato cagliese per la difesa dell’ospedale, il quale, a detta dello stesso Rossi, non avrebbe assunto nel tempo una posizione netta, dimostrandosi titubante e in contraddizione riguardo alla tutela del locale nosocomio. Ne è suscitata una piccola polemica, poiché Fabbri, scontentando il non numeroso pubblico presente, ha voluto mettere la parola fine al dibattito che si stava animando. Dopodiché in diversi hanno abbandonato l’incontro.