Voti e partiti nelle Marche, breve storia politica della Regione

L’Associazione ex Consiglieri regionali ha presentato il libro di Silvio Mantovani. Una riflessione sulla storia della istituzione regionale marchigiana

“Voti e partiti nelle Marche”. La breve storia politica della Regione (così recita il sottitolo del libro scritto da Silvio Mantovani e pubblicato da Affinità elettive) è stato presentata ieri nella sede del Consiglio, ad iniziativa della Associazione degli ex consiglieri regionali. Una riflessione – ha sottolineato il presidente della associazione Fausto Franceschetti – che ripercorre la storia della istituzione regionale marchigiana e della sua evoluzione in rapporto anche alle vicende politiche ed economiche nazionali. Una analisi molto accurata delle dinamiche elettorali e anche sociali delle Marche, come ha spiegato l’ex assessore Marco Luchetti, che parla del passaggio dal bipartitismo al bipolarismo – entrambi imperfetti – e dei fattori che hanno condizionato l’evoluzione politica regionale. Una storia articolata in due fasi, la prima quella che arriva fino alla crisi politica e istituzionale dei primi anni ’90 del secolo scorso. La seconda quella che parte dalla “governabilità sicura” introdotta dalle nuove modalità di elezione del vertice della Regione. Per finire con una riflessione aperta sulla classe politica futura e sugli scenari attivati dalle elezioni del 2015. Silvio Mantovani, ex consigliere ed ex parlamentare, ha raccontato la genesi della sua trattazione che lo ha portato ad individuare elementi di stabilità e di continuità nella storia politica marchigiana. C’è stata – detto – una sostanziale identità di vedute delle principali forze politiche marchigiane su alcuni temi di fondo dell’economia e del modo di essere del potere pubblico. Un’idea complessivamente condivisa del modello elettorale proporzionalista, dell’assetto istituzionale, della dimensione pubblica dei servizi, a cominciare dalla sanità, e delle caratteristiche di fondo dello sviluppo diffuso del modello marchigiano. Un sistema bipolare che si è frantumato con le ultime elezioni e che ora si trova a fare i conti con la crescente disaffezione dell’elettorato. Adriano Ciaffi, presidente della regione dal 1975 al 1980, ha spiegato il concetto di programmazione che ha caratterizzato la prima fase di sviluppo della Regione e la ricca dialettica in atto già prima della fase di avvio del regionalismo. I marchigiani – ha affermato – sono portatori di un localismo moderato che non ha impedito alle Marche di essere aperte al mondo. Il testo di Mantovani si chiude con una serie di interrogativi sul futuro del sistema democratico e della stessa modalità di esistenza della Regione. Temi che vengono proposti al dibattito della società regionale e che faranno da filo conduttore all’idea di una storia della Regione Marche da pubblicare nel 2020 nel cinquantenario della nascita dell’istituzione.

Consiglio regionale Marche (M. T.)
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