Sanità, Cagli e Sassocorvaro; Traversini: “Ripartono i servizi. E per il cittadino non cambia nulla”

TRATTO DAL NUMERO DI DICEMBRE DEL NOSTRO PERIODICO FLAMINIA & DINTORNI PAG. 10

Il consigliere regionale del Pd annuncia la convenzione con il privato a Cagli e Sassocorvaro

 

La sanità e la sua riforma hanno sollevato critiche nel nostro territorio, con comitati ed istituzioni che ne hanno richiesto la revisione e la riattivazione di servizi ospedalieri oggi sospesi. A tal proposito ci sono importanti novità che abbiamo chiesto al consigliere regionale di maggioranza Pd, Gino Traversini. In che consiste la convenzione sottoscritta col privato per la gestione di molti servizi ospedalieri? “Come già detto nel luglio 2016 col presidente Ceriscioli a Smirra di Cagli e diffuso via stampa, avevamo pensato per gli ospedali di Cagli e Sassocorvaro, alla gestione convenzionata con il privato, per offrire agli utenti servizi efficienti nel territorio che non venivano più erogati. Per il cittadino non cambia nulla rispetto a prima, né nei costi né nell’accesso. Un progetto iniziato da tempo, che ha subito un rallentamento burocratico, ma soprattutto si è dovuto far fronte a lavori di miglioramento sismico per il 2° piano dell’ospedale di Cagli (per un investimento di circa 2,5-3 milioni di euro da parte dell’ente pubblico), ora in via di ultimazione e il 3° piano è stato alleggerito, bilanciandolo col 1° e 2°. L’ospedale di Cagli, oltre a riappropriarsi dei 10 posti di lungodegenza, tornerà ad avere servizi ambulatoriali come Neurologia, Urologia, Pneumologia, l’Ecocolordoppler e Fisiatria con la riabilitazione fisica per gli adulti. In un secondo momento verrà riattivata la Diagnostica (previsto per marzo 2018) e Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (previsto fine 2018). L’emergenza-urgenza e la dialisi continueranno ad essere gestiti dall’Asur, senza tralasciare che il medico di reparto messo a disposizione dal privato, il quale sarà presente anche nelle ore notturne, quando il 118 è fuori per un intervento, potrà scendere nel PPI a prestare soccorso. Inoltre, l’ingresso del privato nella struttura ospedaliera, che ovviamente rimarrà pubblica, comporterà anche la sostituzione di tutta una serie di macchinari diventati vecchi e obsoleti. Riguardo a questa convenzione, sono stati informati già da tempo i sindaci del territorio e il comitato pro ospedale di Cagli”. Che scenari si aprono per i dipendenti pubblici delle strutture ospedaliere coinvolte? “Il personale dell’ospedale (dottori, infermieri…) sarà chiamato a fare una scelta: rimanere a lavorare all’interno della stessa struttura ospedaliera, sempre con contratto pubblico, ma alle dipendenza del privato, con quest’ultimo che erogherà lo stipendio nel periodo in cui è in atto la convenzione o subire il trasferimento in una sede ospedaliera pubblica limitrofa. La convenzione col privato permetterà di mettere sotto contratto anche medici in pensione che hanno prestato servizio all’ospedale di Cagli”. Il privato sarà obbligato ad erogare servizi anche se in perdita o se l’utile non sarà elevato? “Nella convenzione è previsto che i servizi dovranno essere sempre e comunque garantiti. Perciò sarà interesse del gestore privato farli funzionare nel miglior modo possibile, avvalendosi di professionisti qualificati”. Come verrà informata la popolazione su queste novità? “Prima di Natale verranno organizzate riunioni pubbliche per informare sui servizi che verranno riattivati e in cosa consiste questa convenzione”.