Monte Nerone, Rifugio Corsini, il progetto c’è ma…

Tratto dal numero di dicembre del nostro periodico Flaminia & Dintorni (pagina 14)

Dopo l’incendio, l’architetto Gentili, a titolo gratuito, ha presentato un piano alla società

Erano stati in molti, dopo l’incendio che ha distrutto il rifugio Corsini sul monte Nerone il 19 luglio, a prodigarsi affinché si potesse procedere a una ricostruzione veloce che non mettesse in discussione la stagione invernale per tutti gli appassionati di sci e per gli amanti di un luogo tanto significativo. Tra i tanti nostalgici di quella che è stata definita “la Cortina dell’entroterra” c’era anche chi, come Giorgio Gentili architetto con studio a Sant’Angelo in Vado aveva proposto di muoversi in prima persona chiamando a raccolta tutte le persone che avevano nel cuore il Nerone e gli inverni passati tra le piste e gli accoglienti tavoli del rifugio. Secondo Gentili infatti con le moderne tecniche edilizie, sfruttando in maniera opportuna le soluzioni in legno, non era impensabile riuscire a ritrovare il rifugio aperto per la fine del 2017, tanto che l’architetto presi gli opportuni contatti si era subito attivato. Ormai è da qualche mese che il progetto del nuovo rifugio è stato presentato alla società che gestisce le Sciovie Monte Nerone ma ancora i soci non hanno preso nessuna decisione. Il progetto ha già fatto un passaggio nel Comune di Piobbico per la fattibilità, pensando anche ad un ampliamento, sfruttando il “piano casa”. Il nuovo rifugio, realizzato in legno con tecnica x-lam, è stato pensato per poter fare due stralci funzionali, affinché nell’immediato si possa fare un primo intervento di 50 mq e poter quindi tornare a sciare già da questa stagione sciistica. Si era tenuto in considerazione anche la parte inferiore che ha resistito al fuoco, prevedendone un rivestimento in pietra: “Inoltre – continua Gentili – la parte anteriore è stata progettata per consentirne un’immediata costruzione e poter far iniziare l’attività ristorativa per la prossima stagione invernale, in attesa che arrivassero ulteriori fondi per il definitivo completamento. Nel progetto erano anche previste un paio di camere con letti a castello. Insomma il progetto c’è, francamente non si comprende questo tipo di attesa, che lede soprattutto gli affari del rifugio Corsini”. Gentili ci tiene a ricordare che il tutto è stato mosso dalla passione che lo lega a quel luogo e il suo impegno, a titolo gratuito, è stato totalmente indirizzato a trovare una soluzione definitiva, immediatamente eseguibile ed economicamente vantaggiosa, anche in termini progettuali.

 

 

 

 

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