Incidente mortale di Cantiano, si confessa il giovane albanese: “Ero io alla guida”

L’incidente mortale di quattro giorni fa a Pontericcioli nel Comune di Cantiano, non troppo distante dal confine con l’Umbria, nel quale aveva perso la vita il 27enne eugubino Cristian Fiorucci, è senza veli. Alla guida del Pk c’era il collega 22enne e non Cristian. A rivelarlo dopo tre giorni proprio il compagno di lavoro. Il giovane albanese si è presentato insieme al suo avvocato Ubaldo Minelli per raccontare la verità e togliersi un peso enorme sulla coscienza. Inizialmente aveva raccontato di essersi salvato miracolosamente perché seduto sul posto del passeggero. Era stato trovato in piedi vicino al PK dai primi soccorritori. Versione che sembrava reale in quanto Cristian era stato trovato a sua volta sul posto di guida del PK. Già nelle ore scorse erano emersi dubbi degli inquirenti sulla prima ricostruzione dei fatti, tanto da disporre una nuova autopsia e il rinvio dei funerali di Fiorucci. Uno degli elementi era il telefonino della vittima trovato nella tasca lato passeggeri. Poi il rimorso di coscienza e la confessione dell’albanese riferendo al sostituto procuratore Irene Lilliu, di avere mentito per paura, per lo choc di quanto avvenuto e per il timore di perdere il posto di lavoro. Ora è indagato per omicidio stradale colposo: dalle analisi era risultato negativo. Oggi l’autopsia sul corpo di Cristian, i funerali sono ancora da stabilire.