Lunedì a Pesaro la presentazione del volume di Angela Frattolillo “Margherita Grassini Sarfatti” – Protagonista culturale del primo Novecento

Per la serie “Pesaro Storie”, proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con il Comune di Pesaro e con il liceo “T. Mamiani”, lunedì 20 novembre 2017 alle ore 17,30 nella sala riunioni (g.c.) di Confindustria Pesaro e Urbino (via Cattaneo, 34 – Pesaro) si presenta il volume di Angela Frattolillo “Margherita Grassini Sarfatti” – Protagonista culturale del primo Novecento – (Aras edizioni, 2017, pp. 206). La presentazione rientra nel corso “Storia e Cittadinanza”, inserito nella piattaforma S.O.F.I.A. per la formazione dei docenti quale attività di formazione ai sensi dell’art. 1 comma 124 della legge 107/2015. La complessa relazione sentimentale che ha legato Margherita Grassini Sarfatti (1883-1961) prima con il giovane socialista massimalista Benito Mussolini, poi – almeno fino a una certa data – con il DVCE del fascismo, alla fine del Ventennio ha segnato la damnatio memoriae della stessa Margherita, con totale oblio della sua lunga attività di critico d’arte, di giornalista, di mentore e mecenate di numerose avanguardie artistiche.

Il personaggio suscita comprensibilmente molte domande, ma la figura di Margherita resta affascinante quanto enigmatica. Donna di grande intelligenza in un’epoca segnata dal maschilismo, ebrea piuttosto disinvolta in tema di religione, personalità dai molteplici interessi e soprattutto di estrazione culturale e di rango sociale immensamente superiori al futuro duce, cui avrebbe ispirato comportamenti, progetti e aspirazioni, indubbiamente Margherita credette a lungo che il fascismo, mettendo fine alla democrazia anarcoide e tumultuosa del primo dopoguerra, fosse preludio a una palingenesi nazionale da un lato basata su ordine e disciplina, dall’altro capace di riportare l’Italia e l’arte italiana al centro della civiltà europea, in una “rivolta etica” paragonabile alla rivoluzione inglese di Oliver Cromwell, come quella “guidata da una sola fermissima mano”. Un abbaglio che, del resto, condivise con tanti italiani: avrebbe fatto in tempo a disilludersi già prima delle leggi razziali, che avrebbero spinto lei in esilio e qualche suo parente alla morte. 

Angela Frattolillo, docente e poi dirigente scolastico, ama lo studio e la ricerca archivistica. I suoi interessi l’hanno portata a indagare diversi personaggi, quasi sempre al femminile, da Angiola Bianchini, educatrice e pedagogista di Fano, a Ipazia di Alessandria, filosofa pagana del V secolo, fino alla grande attrice Eleonora Duse. Tra le sue opere recenti ricordiamo L’identità italiana nella Trieste asburgica (2013),  I ruoli della donna nella Grande guerra (2015) e Armenia, antica chiesa di frontiera tra storia e tradizione (2016, di cui è prossima una traduzione in armeno).

Società pesarese di studi storici