“Liberi di fare”, a Fano la manifestazione per il diritto all’assistenza personale delle persone disabili

Si è svolta il 3, 4 e 5 novembre a Fano ed in molte altre piazze italiane la manifestazione per il diritto all’assistenza personale delle persone diversamente abili, dal nome LIBERI DI FARE.
Il nome di questa manifestazione è stato pensato da due sorelle, disabili di Senigallia; nome perfettamente compatibile con il tema presentato nelle piazze. L’evento ha coinvolto ventitré città, da Torino a Sassari, toccando anche Ferrara, Bologna e molte altre. A partecipare all’evento fanese anche l’assessore alle pari opportunità Marina Bargnesi. Tra i presenti anche la componente della Commissione Regionale alle pari opportunità Alessia Di Girolamo, una delle organizzatrici Eleonora Goio, la presidente dell’AGFH Francesca Busca e molte altre persone. Si chiede il diritto all’assistenza personale autogestita per le persone disabili che vogliono vivere come chiunque altro.

Ma cos’è l’assistenza personale autogestita? La persona disabile o un tutore, sceglie direttamente gli assistenti di cui ha bisogno ai quali insegnerà come aiutarlo al meglio.

Qual è la situazione odierna? Ad oggi molte persone diversamente abili vivono in una sorta di arresti domiciliari, proprio perché non hanno un’assistenza adeguata e i fondi per questa sono insufficienti in tutte le regioni d’Italia. Al momento gran parte dei fondi stanziati vanno alle case di cura oppure ai servizi di cui è l’ente di cura a decidere tempi e modalità del servizio. Facendo così si renda l’autonomia del disabile incerta e precaria con lo spettro delle case di cura. Spesso sono le famiglie stesse a sostenere i costi necessari atti a aiutare le persone a loro care.

Cosa chiedete?  Chiediamo che venga erogata ad ogni persona disabile la somma necessaria a seconda del suo bisogno, in modo tale da avere sostegno individuale e non standardizzato, cosa che avviene negli Stati Uniti e in diversi paesi Europei. Chiediamo indipendenza e libertà per le persone disabili. Libertà di viaggiare, di lavorare, di vivere come tutti i cittadini normodotati. Questa che ci viene negata è una violazione della Costituzione, la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Senza elencare le diverse leggi italiane atte a tutelare chi ha bisogno di assistenza.