Fossombrone, è ancora allarme piccioni. Prima le gabbie-trappola, poi il falchetto ma resta il problema

Allarme invasione piccioni a Fossombrone. Le segnalazioni si susseguono da parte di diversi cittadini. Alcuni hanno anche allegato tanto di documentazione fotografica “per illustrare in quali condizioni siano ridotti alcuni vicoli caratteristici a causa degli escrementi”. Si è appreso che “dal mese di aprile 2015 a giugno 2016 era stato adottato dalla precedente amministrazione il sistema della cattura tramite gabbie-trappola dei piccioni presenti nel centro storico e nella frazione di Isola di Fano. Erano stati catturati quasi tremila volatili ed ancora si trattava del prima fase del progetto. Le due gabbie del capoluogo erano posizionate in via Torricelli (ex casa di riposo) e in via Passionei (ex seminario). Era stato programmato lo spostamento di una delle due in via Cesare Battisti in prossimità della Corte Bassa”.

Veduta di Fossombrone

La Giunta in carica “ha optato per una strategia diversa, tramite l’impiego del falchetto, anche perché il sistema che era stato adottato in precedenza comportava una spesa annua di 15 mila euro. Il nuovo sistema di cattura sembra sia stato utilizzato poche volte tra settembre e novembre 2016 con una spesa di 4 mila euro. Il presidio del territorio si è poi affievolito anche perché la colonia dei piccioni si era spostata da un edificio storico a quello della chiesa barocca di San Filippo”. Quello che maggiormente preoccupa è il fatto che gli escrementi dei volatili sono insalubri. Il piccione è portatore di malattie come la malattia di Newcastle, già riscontrata tramite apposite analisi in passato dall’Asur Marche proprio in esemplari presenti a Fossombrone. “Ci vediamo costretti a pulire ogni giorno il vicolo sul quale si affaccia l’ingresso della nostra abitazione – osserva una signora portavoce di una situazione incresciosa – siamo preoccupati per eventuali conseguenze”.