Marche Nord: a Muraglia ecco il nuovo acceleratore lineare per trattamenti stereotassici, 3.5 milioni di investimento

Con ampio anticipo rispetto alle tempistiche programmate, questa mattina è stato consegnato il nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia di Muraglia della Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord. Le immagini mostrano le prime fasi di scarico delle parti fondamentali dell’acceleratore, in particolare del gantry che da solo pesa 2136 kg, mentre l’intera apparecchiatura ha un peso di 6000 kg circa, per un investimento economico della regione Marche di 3.500.000. Il macchinario è il secondo delle Marche, l’altro si trova agli ospedali riuniti di Torrette ma questo è di ultima generazione. Si tratta di un sistema in grado di erogare trattamenti di radioterapia stereotassica, che si aggiungono alle tecniche già in uso, quali IMRT, IGRT e VMAT.

“La regione Marche ha stanziato per le quattro aziende, solo nel 2017 – spiega il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli – 69 milioni di euro per il rinnovamento, il potenziamento e l’innovazione del parco delle tecnologie biomediche. Grazie ai 202 milioni di euro in più che la Regione è riuscita ad avere dallo Statosi è potuto realizzare un piano di rinnovamento senza precedenti. Continuiamo a lavorare per migliorare i servizi e le prestazioni dei cittadini”.

Maria Capalbo, direttore generale Ospedali Riuniti Marche Nord

“Il montaggio e collaudo – ha aggiunto il direttore generale di Marche Nord Maria Capalbo – si concluderanno entro l’anno in corso. Seguirà la fase detta di commissioning, che consiste in una lunga serie di misure fisico-dosimetriche per effettuare la modellizzazione dei complessi sistemi di pianificazione dei trattamenti stereotassici. Alla fine di questo percorso si potrà procedere alla effettuazione dei primi trattamenti stereotassici, previsti nella primavera del 2018”. Cos’è la stereotassi? E’ una metodica di trattamento radioterapico che comporta la localizzazione del volume bersaglio mediante coordinate stereotassiche (x, y, z), definibili grazie all’impiego di sistemi di immobilizzazione e localizzazione dedicati, e consente l’erogazione di una dose di radiazioni elevatissima ad un volume bersaglio (tumore) di piccole dimensioni (< 5 cm) grazie ad un altissimo gradiente di dose fra il target ed i tessuti sani circostanti. Il numero di pazienti che possono beneficiare di questa metodica sono in progressivo aumento, grazie al notevole miglioramento delle strategie terapeutiche e di follow up, che permettono una identificazione precoce di tumori primitivi di piccole dimensioni o di riprese di malattia limitate per numero, sedi e volume (generalmente definite oligometastasi). La stereotassi è, in questi casi, una efficace alternativa all’ablazione chirurgica nei pazienti con rischio operatorio elevato o che rifiutano un approccio invasivo. Le principali indicazioni cliniche della metodica sono rappresentate dai tumori primitivi e secondari a carico del sistema nervoso centrale (diametro massimo 3-4 cm), del parenchima polmonare o epatico, lesioni proliferative pancreatiche, recidive di malattia localizzate in sede addominale o pelvica, localizzazioni spinali. Questa tecnica, grazie al massimo risparmio dei tessuti sani circostanti la lesione da irradiare, rappresenta inoltre un risorsa terapeutica importante in tutti i casi di ritrattamento, oggi sempre più frequenti, dato l’aumento di pazienti onco-ematologici lungo-sopravviventi. La fornitura consiste in n.1 Acceleratore lineare (LINAC), lettino di trattamento a 6 gradi di libertà, sistema per tracking ottico per il posizionamento del paziente, gating respiratorio e simulazione 4D e sistemi di immobilizzazione per stereotassi. Si tratta quindi di una tecnologia di ultima generazione, completa di tutti gli accessori per l’effettuazione di una radioterapia stereotassica allo state dell’arte.

Comunicato stampa Regione Marche