Cagli, a palazzo Berardi Mochi Zamperoli “Figura e Astrazione. Poli del Contemporaneo”

Con una mostra “a 6 mani”, il palazzo Berardi Mochi Zamperoli a Cagli rinnova la sua centralità come spazio di presentazione e rappresentazione dei linguaggi artistici visivi – dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla performance. L’inaugurazione è avvenuta il 27 ottobre e la mostra durerà fino al 26 novembre. Lungo la teoria di sale affrescate, che si aprono allo sguardo del visitatore come una sorta di “scatola cinese”, cadenzata da una soglia e l’altra, si disgiunge un percorso di segni e figure, materia e colore, superfici e volumi, “singolare” nella poetica e pratica di ciascuno dei tre artisti, “plurale” nella valenza corale e armonica della quale si fa esperienza in questo transito senza soluzione di continuità, tra una stanza e l’altra. “Figura e Astrazione. Poli del Contemporaneo” è il titolo dell’esposizione che Patrizia Palazzetti, Andrea Franceschini e Gianfranco Pico Romagnoli hanno scelto. Titolo sommario, nel senso letterale del termine, che indica i due estremi, le due polarità attorno alle quali si dispongono le esperienze artistiche, espressione della contemporaneità. Ma, forse perché attratti dall’elementare legge della fisica, per la quale i “poli opposti” si attraggono, noi stessi siamo attratti da quella forza di attrazione formale, espressiva, emotiva che scompagina i canoni e le categorizzazioni, le contrapposizioni e le semplificazioni : in quella “terra di mezzo” ogni volta unica e originale che è l’opera d’arte, luogo dove forma e figura, materia e segno, differenza e ripetizione non confliggono ma si ricongiungono nella esperienza estetica del bello. Accingiamoci, con questo preludio, a rintracciare – traccia dopo traccia, opera dopo opera – il filo rosso che ci guida in questa esposizione fatta di trame e di orditi come di armonie e melodie, di ridondanze decorative e solistiche cesure.